Live (Italia)
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Rassegna Stampa
XTM - Gennaio 2006
http://www.xtm.it/DettaglioMonografie.aspx?ID=3441
[...]Doverosa tappa a Londra quando incontriamo i BLIND JACKSON un sestetto con in cascina tre singoli ed un mini album omonimo editi dalla label Deadskool di proprietà del singer Sy Badham. Attualmente sono al lavoro per un full lenght insieme agli ingegneri Justin Saban e Thom Morris (già all'opera per The Killers, Razorlight, Wolfman e Babyshambles). Se non avete dimenticato le cose migliori dei Supergrass, l'appeal poppish dei Blur d'annata e il divertimento scaturito dall'esordio dei Killers... i BJ sono quello che aspettavate fuori alla porta.[...]
Emanuele Tamagnini
Kathodik - Settembre 2005
Blind Jackson
http://www.kathodik.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=1984
Al loro primo Ep il nostro Michele Benetello li aveva a ragione definiti “onesti mestieranti”. Il secondo Ep mostra che forse i BlindJackson sono qualche cosa di più. Nonostante il nome lasci pensare al blues più primordiale del sud degli States in realtà sono perfetti per la nuova ondata di rock’n’roll inglese. Seguendo quell’asse tutto british che va dai Rolling Stones ai Supergrass, sfoderano 7 canzoni carine e divertenti, soprattutto quando il cantante accenna al falsetto.
Per un giudizio definitivo occorre aspettare la vera opera prima, nel fratempo, se gli ultimi White Stripes vi hanno deluso potete accomodarvi.
Paolo Scortichini
Rockers - Agosto 2005
Blind Jackson
http://www.rockers.it/recensioni.asp?i=234
Non è certo semplice emergere nella ribollente scena musicale londinese. Ma se oltre a qualche idea musicale ci sono grinta e capacità organizzative, allora il successo può essere a portata di mano. Ai Blind Jackson non manca nessuna delle suddette qualità. Il sestetto originario della capitale britannica è composto da 5 inglesi (Simon Badham, voce, Grant O'Brien e Colin Gordon, chitarre, Chris Marshall, basso, Steve Grainger, batteria) e dall'italiano Luca Starko alle tastiere. Le capacità organizzative dei Blind Jackson sono testimoniate dal fatto che, seppur privi di un contratto discografico, sono riusciti nel 2004 ad autoprodursi sotto il marchio da loro creato DeadSkool ben tre singoli e ora arriva anche sui nostri lidi questo mini album omonimo, ugualmente autoprodotto, che contiene sette canzoni. Ma la loro attività non si è fermata qui, e oltre a un'incessante serie di date live sono riusciti a mettere in cantiere anche un altro EP e a progettare il lavoro per il loro primo album full lenght che potrebbe vedere la luce prima della fine dell'anno. A giudicare dalle sette canzoni del loro mini album omonimo, siamo di fronte a una band che oltre allo stacanovismo ha un buon orecchio per un pop inglese godibile e retrò capace di contaminarsi di r&b, blues, garage e rock'n'roll. Tra i nomi più vicini a noi vengono subito in mente i Supergrass e in alcuni momenti anche i Blur e gli XTC, ma a volte la band guarda, senza presunzione, anche più indietro nel tempo. Prevale sempre un tono scanzonato e accattivante e la volontà di creare un nuovo spunto ad ogni canzone. Da segnalare l'iniziale ”Mess it up" che da sola costituisce già un buon biglietto da visita del suond del gruppo, “Keep on Running” che funziona sin dal primo ascolto, ma anche il beat di “The best of his healing” che fa della semplicità e dell'immediatezza la sua arma migliore.
Aspettiamoli al varco di un album completo. Se matureranno come compositori conservando questo piglio genuino, rischiano di diventare una minacciosa macchina da pop.
Guido Mariani
Mescalina - Luglio 2005
Blind Jackson
http://www.mescalina.it/musica/recensioni/recensioni-musica.php?id=1178
Guardando la copertina di questo mini album dei Blind Jackson, cinque londinesi ed un tastierista italiano, pensi subito ad un gruppo metal o dark rock: non è così, a dispetto delle apparenze il gruppo si occupa di musica molto meno dura, un pop rock leggero che si dipana nelle sette tracce che compongono il disco uscito per la Deadskool, etichetta londinese di proprietà del cantante della formazione, Sy Barman, in attesa di un vero e proprio disco d'esordio previsto per la fine dell'anno.
Voce, basso, due chitarre, batteria e tastiera che contribuisce agli accenni elettronici che compaiono qua e là nelle canzoni: una band tutto sommato ordinaria che si colloca nella scia dei gruppi in via (o speranza) di affermazione che riempiono Londra e le città inglesi. Riferimenti: Franz Ferdinand, ma meno geniali, Maximo Park, Futureheads e tutte le nuove band che si collocano nella direzione di un rock anche da ballare, ritmato al punto giusto per conquistare tanto i rockers quanto coloro che cercano un sound da intrattenimento alla radio.
Registrato da Ed Deegan, produttore di Holiday Golightly, il mini album scivola via con un sound molto uniforme, senza picchi e senza cadute degni di nota: dall'iniziale batteria di “Mess It Up”, piacevole ed orecchiabile, sino alla conclusiva “Don't Lose Your Mind”, i Blind Jackson dimostrano di saper intrattenere con pezzi piacevoli ma non indimenticabili, fatta forse eccezione per “Stop The Clock”, che ricorda i Coral, il pezzo più riuscito e divertente del disco.
Un album da lasciar suonare sino alla fine per una mezz'oretta di divertimento, un divertimento che non sembra però in grado di intrattenere a lungo termine come hanno saputo fare altre band simili a loro. Niente di male comunque: suonano e si divertono, un po' di svago lo regalano anche a noi. Una meteora? Forse, per dirlo (e per correttezza) dobbiamo aspettare l'esordio ufficiale, dove sarà necessario tirare le fila del discorso compiuto sin qui con tre singoli nel 2004, questo mini album ed un altro ep in uscita. Come dire, se son rose fioriranno …
Luca Meneghel
Unmute - Luglio 2005
Blind Jackson
http://www.unmute.net/recensioni/b/blind_jackson.htm
In ambito indie rock questi Blind Jackson sono una delle cose migliori uscite in queste ultime settimane. E' incredibile la facilità con cui riescono a coniugare melodie accattivanti e contagiose con atmosfere vagamente retrò, il tutto sostenuto da un modo di cantare sfacciato quanto basta per risultare efficace ed incisivo. Nei sette pezzi che compongono questo mini album, abbondano tastiere vintage affiancate a giri di basso elementari ed ipnotici che fanno da cornice a delle canzoni dal sapore volutamente '60, solari ed impertinenti, con dei coretti che farebbero l'invidia dei New Pornographers più in forma.
“Keep On Running”, “In The Club” o “Mess It Up” sono dei gioielli pop che anche gli appannati e pluriacclamati Weezer vorrebbero avere nel loro repertorio, anche perché con il potenziale che hanno dal vivo promettono di fare sfracelli. “Stop The Clock” ammalia con il suo incedere nervoso sorretto dalla solita tastiera che dà in generale al suono della band un qualcosa di “acido” che si sposa benissimo con il mood dell' album.
Se queste sono le premesse c'è da scommettere che il loro vero e proprio debutto sulla lunga distanza non possa che riservarci qualcosa di molto valido ed in linea con le tendenze più attuali.
Da tenere d'occhio.
Amedeo Verger
No Respect - Luglio 2005
Blind Jackson
http://www.norespect.it/Recensioni2005/Blind_Jackson.htm
I Blind Jackson sono cinque londinesi e un italiano. Dopo qualche singolo trovano le energie per stampare il mini album, omonimo, di sette pezzi. Vorrei poter dire che in Italia li ho scoperti io, purtroppo c'è sempre qualcuno che arriva prima, quindi mi accontenterò di consigliarli ai lettori di No Respect, a quelli interessati ai nostri discorsi sul garage rock. Con i BJ siamo anche un po' più in là, in un terreno che definirei “beat rock ‘n roll”. Se vi lasciate tormentare dal successo estivo dei Caesars, non perderò allora i miei soldi se scommetto sul vostro gradimento verso una canzone come Mess it up, chic garage misto a echi dance, dovuti all'uso della tastiera enfatizzata sul suono elettronico. Le melodie attraenti sembrano stampate nel codice genetico della band, anche Keep On Running ha la facilità d'ascolto dell'hit, con quel pizzico di sixties fra le note. Ogni canzone ha qualche spunto originale, in particolare si nota nell'andamento cantilenante di In the club, processo che si riversa in ritmiche hip hop.
Adesso i Blind Jackson sono già in studio per l'album intero, aiutati dagli ingegneri del suono che hanno fatto grandi Razorlight e The Killers, ma voi, per una volta, avete la possibilità di anticipare le tendenze, comprate questo disco!
Pietro Miotto
Comunicazione Interna - Luglio 2005
Blind Jackson
http://www.comunicazioneinterna.it/dettaglio_ascolti.php?id=580
Non vi inganni la grafica catacombale della custodia cartonata: i Blind Jackson non sono un oscuro gruppo death metal proveniente dalla Scandinavia ma sono cinque ragazzi inglesi ed un italiano (Luka Starko alle tastiere) dediti ad un brioso pop'n'roll.
Qualcuno dei sette bigné racchiusi in questo omonimo mini album di debutto potrà risultare pure stucchevole (ad esempio “The best of his healing” o “In the club”) ma sotto la glassatura c'è un impasto di buona qualità da assaporare: la girandola ritmica dell'iniziale “Mess it up”, il perfetto gioco di botta e risposta tra voce, cori e chitarre nel potenziale singolo “Keep on running”, le tastierine sixties che aprono un pezzo alla Supergrass come “You done me wrong” e la sfrontatezza adolescenziale di “Stop the clock” evidenziano un gusto compositivo davvero niente male. Da tenere d'occhio, in attesa di un imminente EP con quattro pezzi nuovi di zecca.
Guido Gambacorta
Radio
Radio Rock FM (Italia) - Eclettica - Giugno 2005
Radio Lupo Solitario (Lombardia) - Good Morning Captain - Giugno 2005
Radio Città Aperta (Lazio) - Pogopop - Luglio 2005
Radio Popolare Verona (Veneto) - Luglio, Agosto 2005
Radio Libera Bisignano (Campania) - Sotterranei Pop - Giugno, Luglio 2005
Radio Città Pescara Popolare Network (Abruzzo) - Gattopardo - Luglio 2005
Radio Capodistria (Friuli Venezia Giulia) - In Orbita - Luglio 2005
Radio Wave (Toscana) - Luglio 2005
Radio Gamma Trento (Trentino Alto Adige) - Le Altre Voci - Settembre, Ottobre, Novembre, Dicembre 2005
Radio Digitale (Torino, web) - Giugno, Luglio, Agosto, Settembre, Ottobre, Novembre, Dicembre 2005
Controradio Popolare Network (Puglia) - Gennaio, Febbraio 2006
Rassegna Stampa Estera (estratti)
- 2005
The Big Issue, Wales (Blind Jackson mini album, Marzo 2005)
Standing somewhere between punk and eaarly Rolling Stones, Blind Jackson inject personality and individuality into their debut mini album, helping them to stand out amoung a current swarm of retro indie bands. Having previously drawn comparisons to the Coral, Blind Jackson's sense of melody and jaunty swagger certainly make the two comparable, but the feeling of youth is more reminiscent of Supergrass at there most troublesome. Each of the seven tracks here are instantly likeable and most prove deceptively catchy with anthemic choruses and a vaudeville sense of performance and drama. However, the choice to release a mini album seems strange, as the band are certainly capable of producing quality tunes. Blind Jackson have stacks of potential and with more polished production instead of the low key approach taken, could prove to be one to watch. An impressive debut where genuine talent is evident despite the lack of studio wizardry or support from a major label.
Michael Baggs
Live review (Live at
Dempsey's
in Cardiff, UK, Marzo 2005)
[...] Once Badham finishes "talking shop" to Gigwise at the bar, he shuffles onstage to play a handful of tracks from Blind Jackson's eponymous debut album. That's when a transformation occurrs. Badham goes from likeably shy to loveably incandescent. From the first few bars of 'A Day Too Long', Badham proceeds to prance around the stage like a demon has taken over his body, luckily a demon with a penchant for melding together stop-start rhythms with an incendiary new wave sound. [...]
Michael Took
Live review (Live at the Garage in London, UK, Marzo 2005)
According to the Outbreak brochure which was thrust into my, and indeed everybody's hand upon arrival at the venue, states that Blind Jackson are 'straight up rock and rollers from the old skool of rock music'. This could not be a more true statement - good old fashioned guitar riffs, spilling over into more modern melodies and creating a hybrid of past and present. Their animated ska-derived style, coupled with a flamboyant stage performance, (think early Blur eccentricity merged with Suggs on speed) kept the crowd interested in this act, who provided a welcome contrast to the heavy rock and metal acts of the evening. This funky band thoroughly justified their recent radio play with their faultless vocals and tightly played upbeat set.
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