| Goldblade
Quarto album per questi combattenti della guerra punk rock, dalla camminata baldanzosa e fieri di un'esperienza live che li ha portati sui palchi di tutto il Mondo, dall'America alla Russia dividendo tour con Buzzcocks, The Damned, Still Little Fingers, Stranglers e Offspring fra gli altri.
L'album è ispirato dalla politica quotidiana ed esce come un urlo all'abietto mondo del potere costituito, maturato durante il dopo guerra in Iraq. Musicalmente rappresenta una decisa sveglia con un insieme di inni punk rock disordinati e travolgenti, mentre le parole gutturali raccontano il surrealismo contorto di un Captain Beefheart scambiato con humour inglese e rabbia.
Suonano in piccoli club come negli stadi con la stessa confidenza, davanti ad adolescenti come a ruvidi veterani punk, non sembrano esserci limiti perchè la loro folle energia è "la musica della gente", come loro stessi spiegano.
Morrissey li apprezza, durante il party dopo il concerto del suo compleanno lo scorso Maggio a Manchester si è complimentato di persona, lo stesso hanno fatto i Rancid, gli Offspring, ...
Rebel Songs è una centrale elettrica del suono con tantissimi kilowatt per una corsa punk rock precipitosa e impetuosa, durante la quale è possibile ritrovarsi a ballare o a cantare senza accorgersene, com'è successo recentemente in Russia alle 15000 persone allo stadio che conoscevano il singolo "Psycho" mesi prima dell'uscita ufficiale.
Incitazione della folla e populismo dimostrano così di avere un senso in questo 2005, secondo il manifesto dei Goldblade.
I Goldblade sono:
John Robb - Voce / Chitarre
Keith - Basso
Johnny - Chitarre
Pete - Chitarre
Rob - Batteria
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Live (Italia)
N/D
Rassegna Stampa
Rumore - #107 - Marzo 2006
Rebel Songs
Da una decina d’anni i Goldblade sfornano punk stradaiolo di chiara ascendenza Oi! Bretelle sottili, bulbo rasato, bicipiti gonfi e la faccia da duro del frontman John Robb chiariscono da subito le intenzioni della band di Manchester. La sagra delle stereotipo è dietro l’angolo, ma forse sono loro stessi a volerlo. Ciò detto, le 12 sassate contenute in Rebel Songs vanno quasi tutte a bersaglio. La voce urla la giusta rabbia, le chitarre rimbalzano tra punk, r’n’r e hardrock, la melodia non manca: ci sono gli anthem barricadieri (Psycho, Cops and Robbers), il meticciato clashiano (Stereo Gangsta), persino un bel numero swing-rock (Government Lies). Disco onestamente populista per chi vuole saltare, bere e credere ancora che il mondo si possa cambiare imbracciando una chitarra.
Manuel Graziani
Movimenta - Ottobre 2005
Rebel Songs
http://www.movimenta.com/recensioni/cd/goldblade.html
Reduci da un’intensa attività live, che da Manchester li ha portati negli States come in Russia, i Goldblade arrivano al quarto album riproponendo senza alcun compromesso la ferocia infiammabile del rock’n’roll disegnata coi tratti duri del punk e dell’oi.
L’equipaggiamento d’assalto c’è quindi tutto; bassi saltellanti, chitarre in picchiata, voce grossa e cori secchi e un titolo come “Rebel Songs” che lascia pochi dubbi sul resto. Dirtbombs per l’impasto blues/garage, Motorhead per il sano sapore della rabbia, Clash per gli spigoli tutti inglesi.
A conti fatti uno dei tanti onesti gruppi del rock’n’roll più politicizzato, con tutti i classici crismi del genere, compresi certi difetti di prevedibilità, che li rende fondamentalmente un gruppo adatto ad un preciso target, ma con un assetto decisamente più convincente dato dalla voce di John Robb e da una curiosa vena pop che affiora (e che addirittura uno come Morrissey non ha mancato di notare).
Paolo Berti
No Quarter - Ottobre 2005
Rebel Songs
I combattenti della guerra punk-rock arrivano al quarto album dopo un’esperienza live che gli ha portati in giro per il mondo in compagnia di gente come Buzzcocks,The Damned,Stranglers e Offspring…fra gli altri.
Il loro nuovo Rebel Songs è un lavoro profondamente ispirato dagli eventi mondiali degli ultimi anni, in cui il fenomeno-guerra occupa un posto di rilievo: dodici pezzi che suonano come un’ assordante sveglia fatta di inni punk-rock disordinati e travolgenti dove le parole, spesso cariche del miglior humour inglese, tagliano come armi. Una centrale elettrica del suono carica di kilowatt per una corsa punk rock precipitosa: non stupitevi se, ascoltando pezzi come “Psycho” o “(War) Not in my name”, vi ritrovate a ballare senza esservene accorti…la folle energia dei cinque combattenti di Manchester non guarda in faccia nessuno.
Sotto una chiave più allegorica, l’ incitazione della folla messa in scena dai Goldblade non è che una forte denuncia di quella propaganda mediatica (per non dire “populista”) riemersa con i fatti degli ultimi tempi: non possiamo che stare dalla loro parte.
Marco Mastrocinque
Kathodik - Agosto 2005
Rebel Songs
http://www.kathodik.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=1923
Già il titolo dell’album e la foto del gruppo (capelli all’indietro alla James Dean/Mick Jones) dicono già tutto. Se poi avete ancora qualche dubbio basta dare un’occhiata al nome dell’etichetta per fugare ogni incertezza. Per i Goldblade l’anno fondamentale della musica è ovviamente il ’77, per cui street-punk col cuore talmente devoto ai Clash del primo album da arrivare a parafrasarli (Cops and Robbers), ma anche una certa predilezione per gli Sham 69, visto il continuo ricorrere ai cori da stadio.
Rabbia, grinta, attitudine e anche un credo politico/populistico non si discutono, a scarseggiare sono piuttosto i brani che si innalzino davvero sullo standard qualitativo dell’album, la zampata vincente in grado di farci saltare sulla sedia (anche se la battuta in levare di Stereo Gangsta ci va alquanto vicino). Non che abbia molto senso parlare di derivativismo di fronte ad un disco del genere, anzi di genere, ma sullo stesso piano, e cioè nel ricalcare i maestri originali, Tim Armstrong (Rancid) rimane un concorrente ancora insuperabile.
Paolo Scortichini
Comunicazione Interna - Agosto 2005
Rebel Songs
http://www.comunicazioneinterna.it/dettaglio_ascolti.php?id=609
Inglesi, più precisamente di Manchester, i Goldblade sono un quintetto punk rock capitanato dall'ex giornalista di NME John Robb. In “Rebel songs” chiari appaiono i riferimenti ai maestri Stiff Little Fingers e poco convinti sono i tentativi di non adagiarsi per 37 minuti di fila sul solito rifferama: le cose più interessanti le fa senza dubbio sentire “Government lies”, un pezzo garage-blues maltrattato a dovere.
Non mancano la grinta, i buoni propositi (“(War) not in my name”) e le canzoni di facile presa in repertorio (“Fighting in the dancehall”, “Out of control”) ma, diciamocela tutta, i Goldblade non sembrano avere al loro arco delle frecce particolarmente appuntite ed anzi rischiano seriamente di passare del tutto inosservati. Per un gruppo che si autoproclama "punk" non potrebbe esserci condanna peggiore.
Guido Gambacorta
Mescalina- Agosto 2005
Rebel Songs
http://www.mescalina.it/musica/recensioni/recensioni-musica.php?id=1185
La poetica dei Goldblade, punk band di Manchester (Uk) giunta al quarto album, è riassumibile con le parole che campeggiano sul retro copertina: “Guitars are machine guns! Words are our weapons!”. Per capire quale musica pratichino, e con quale spirito, basta vedere con chi hanno suonato in giro per il mondo (dall'America alla Russia, davanti a 15000 persone che conoscevano il loro singolo “Psycho”, opener del disco, mesi prima dell'uscita ufficiale): Offspring, Stranglers, Still Little Fingers, Damned, Buzzcocks, tutte band più affermate colpite dalla musica e dalla rabbia dei nostri, che hanno ricevuto personalmente i complimenti di Mr Morrisey.
Voce, basso, chitarre e batteria, una line up di cinque elementi che suona bene ed incazzata al punto giusto riportandoci indietro al miglior punk dei mostri Clash, Ramones e Pistols: inni punk e virate verso un rock più melodico, guizzi chitarristici notevoli e canzoni ispirate dalla vita quotidiana (e dalla guerra in Iraq) creano un paesaggio fatto di urla verso il potere costituito, di lamenti e di ribellione proclamata con parole (i loro proiettili) che sanno miscelare sapientemente tanto l'humor inglese quanto la rabbia “hooligan”.
Dodici pezzi per trentasette minuti di disco, canzoni che scivolano via rapide nei canonici tre minuti proclamati dalle bibbie punk: basta “Psycho”, con la sua estrema semplicità che rimanda ai Ramones, a vincere e convincere come sapevano fare “I Believe in Miracles” o “Beat on the Brat”, inni che hanno fatto la storia della musica “contro”. “Rebel Songs” prosegue senza respiro con begli assoli, con la voce di John Robb nata per urlare la rabbia insita nel mondo punk, con la batteria di Rob che scandisce senza tregua il ritmo dell'impeto dei “Goldblade”: “Black Sheep Radical”, “All We Got is Rebel Songs”, “The Decline And Fall of Ancient Rome” piuttosto che “(War) Not In My Name” sono canzoni scritte per conquistare tanto i neofiti punk-boys quanto i veterani che Clash e compagnia li hanno vissuti in presa diretta.
Un disco completo, divertente e allo stesso tempo impegnato, da promuovere su tutta la linea: l'ideale per incazzarci un po' anche noi o per tornare indietro nel tempo, quando Rotten e Vicious scorrevano sul Tamigi scagliando contro la regina le parole di “God Save The Quuen”.
Luca Meneghel
DCOD - Luglio 2005
Rebel Songs
http://www.dcod.it/MagazineIFRM_Large.asp?Sfondo=666666&Titolo=DISCOVERY&ID=86&CSS=scroll_green_ifr.css
Davvero coinvolgente questo quarto album degli inglesi Goldblade, rabbia, musica e punk rock travolgono fin dal primo ascolto. Confesso di averlo ascoltato per 4 volte di seguito, ingerito e digerito come di solito non faccio con il punk. Ma loro sono diversi, impulsivi ma musicisti veri. “Rebel Songs” è una macina di suoni che escono dalla pelle, impetuosi decisamente coinvolgenti, fuori dagli schemi, un album dove anche i testi fanno la loro parte decisi e pungenti e con un ottimo John Robb che li rappresenta. Un album nato sicuramente da una grande esperienza live che li ha accompagnati in questi anni, in tour con Still Little Fingers, The Damned, Buzzcocks, Stranglers e Offspring. Oltre al brano “Psycho” (radiofonico e non è un'offesa!) segnalo “Fighting in the Dancehall”, “(War) Not in My Name”. E mi unisco a loro: :neanche nel mio nome.
Radio
Radio Città Aperta (Lazio) - Pogopop - Luglio 2005
Radio Libera Bisignano (Campania) - Sotterranei Pop - Giugno, Luglio 2005
DCOD Radio (Italia, Internet) - Luglio 2005
Radio Capodistria (Friuli Venezia Giulia) - In Orbita - Luglio 2005
Controradio Popolare Network (Puglia) - Gennaio, Febbraio 2006
Rassegna Stampa Estera (estratti)
- 2005
Drowned in Sound - 31.03.2005
Rebel Songs
http://www.drownedinsound.com/articles/11821.html
[...]So ‘Rebel Songs' is an angry album then, but this is Goldblade's turf, which means you're never far from a party. Rebel songs, these may be, but John Robb's rants are stuffed with bizarre humour and wry references and, like all the best rock music, at heart Goldblade are great pop. While their 1997 debut ‘Hometurf' lurched violently from boisterous punk anthems to sleazy psychedelic soul and their last effort 'Do You Believe in the Power of Rock'n'Roll?' stuck largely to a pared-down punk blueprint, ‘Rebel Songs' mashes up all manner of seemingly ill-matched styles into some of Goldblade's biggest tunes yet with effortless grace: On the surface of it, these are megadecibel punk-rock anthems pure and simple, but scratch that surface a little and there's all manner of lunacy going on here, from the gonzoid Dick Dale surf guitar on ‘Fighting in the Dancehall' to the equally barmy sea-shanty guitar break on ‘Psycho' , the neo- Clash Ramalama of ‘Cops and Robbers' and ‘Decline…' , and even jazz stylings on ‘Government Lies' . The dementedly twisting minor-key melodies lifted from Russian folk music, scattered liberally throughout the songs and rammed in your face with all the subtlety of a band of Cossacks bum-raping Muse's Matt Bellamy with his own guitar – while playing Tetris – suggest Goldblade picked up more than a few thousand fans on their sold-out tour of Russia while ‘All We Got is Rebel Songs' and ‘…Dancehall' have enough angular pop moments amid the dirty Cramps grind and early Manics pomp and circumstance to make fashionable young turks like Franz Ferdinand and Kaiser Chiefs (Goldblade fans to a man) smile. [...] Tommy Mack
Kerrang
'Few could match this razor-wire R'n'B, and no-one else could deliver it with such inspirational focus.' KKKK
Big Cheese 4/5
Classic Rock 7/10
Kerrang Radio
'Imagine Dean Martin meets Motorhead on crack you still wouldn't come close to our frightingly musically ahead Gold Blade are from ther rest of punk rock.
Leedsmusicscene.net 5/5
'Rebel Songs" is an essential album for anyone, Gold Blade have just delivered an album so perfect it chills the blood.'
Trakmarx
In a world of fakers, rattlesnakers & melody makers, Gold Blade stand resolutely alone. Their three-guitar-heart beats as one finely honed unit conducting a search & destroy mission on complacency.' Playlouder ''gold blade are the distilation of every great punk record you ever heard... 4/5
Montagpress.com
"Rebel Songs" is worth hearing just for the awesome strength of its stand-out tracks' Punkoi.co.uk 'Rebel Songs" has got a spirit which is impossible to ignore'
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