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Unmute.net - Aprile 2005 (Intervista)
http://www.unmute.net/articoli/interviews/2005/mass_intervista.htm
XTM - Gennaio 2005
Revolution
http://www.xtm.it/new/dettaglio_articolo.asp?Chiave=3479
Strepitoso esordio di sferragliante rock'n'roll per gli inglesi
M.A.S.S., a base di dosi massicce di Stooges, Mc5 e primi Pretenders,
che ultimamente tra le nuove leve albioniche paiono essere di stramoda.
Se vi chiedevate come fosse possibile che la risposta britannica alla
revanche Usa di White Stripes e ai nuovi barbari svedesi The Hives e
The International Noise Conspiracy fosse rappresentata dagli slavati
Libertines, ora le vostre ansie sono placate. “Revolution” lotta per
riportare lo scettro del rock'n'roll nelle mani della satanica dinastia
brit assurta al potere 40 anni fa. Questo dei M.A.S.S. è un album
potente e sanguigno, fatto delle chitarre taglienti di Jonny (sì,
scritto proprio così) e Andy, del basso e della batteria possenti
del norvegese Paul e dell'irlandese Stuart e del cantato della frontwoman
Justine Berry, figlia ribelle di Iggy Pop e Chrissie Hinde. In più,
i cinque sfoderano un'attitudine a produrre anthem quale non si sentiva
oltremanica perlomeno da 20 anni. “Testify” (nota per lo spot Peugeot
del motociclista e della ragazza incinta nel deserto Usa), “Don't wanna
wait anymore”, “Fake talk”, “Her gravity” si candidano fin da subito
a inni della nuova generazione rock'n'roll. Certo, i riferimenti si sentono,
eccome: “Give me a break” inizia con lo stesso drumming di “Lust for
life”; “Fake talk” esibisce stacchi vocali che ricordano Siouxsie Sioux,
Patti Smith e Joan Jett, ideale sacra trimurti dell'animal rock di ascendenza
femminile; “Deaf to your answers” si apre con lo stesso basso di “10:15
Saturday night” dei Cure di “Three imaginary boys”. Ma in generale l'adrenalina
e la furia istintiva dei M.A.S.S. sono tali che il riferimento ai modelli
appare dello stesso stampo di quello scandinavo: una chiosa manierista
del passato su cui sviluppare la propria personalità e tracciare
le linee dei futuri destini del rock.
Renzo Stefanel
Kathodik - Dicembre 2004
Revolution
http://www.kathodik.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=1487
I M.A.S.S. sono
un esempio piuttosto chiaro di che cosa un certo ambiente culturale e produttivo – non a caso “l'incipit” di
questo CD, il brano Testify , è divenuto la colonna sonora
di uno “spot” massicciamente trasmesso – intende quando parla di “rock
and roll”: irruenti quel che basta (ma dal suono levigato), con una cantante
bionda dalla voce “maschia”, soprattutto visceralmente “retrò” ed
impermeabili ad ogni suono che sappia di XXI secolo (figuriamoci, già Pixies
o Sonic Youth sono degli alieni per loro…). Intendiamoci, non che questo
'Revolution' sia una pessima raccolta di canzoni, tutt'altro (sanno scrivere
e suonare): ma il quintetto – Justine Berry, la bionda di cui sopra,
alla voce, Jonny Green alla voce ed alla chitarra, Andy Miller alla chitarra
ed alla voce, Paul Hegland al basso e Stuart Macmillan alla batteria – con
base a Londra risulta sconfortante per quanto non riesca a scalfire nessuna
convenzione, nessun luogo comune con la sua musica ed i suoi testi. Il
CD così risulta magari godibile, in determinati momenti, ma scivola
via troppo pulito, senza lasciare tracce di sorta nell'ascoltatore non
nostalgico. A chi giovano?
Marco Fiori
Rockerilla - Novembre 2004
Revolution
Grinta, rabbia, furore. Il debutto di questo quintetto
albionico rielabora la solita materia rock’n’roll che è
stata riesumata da altri formidabili revivalisti in tempi recenti (Yeah
Yeah Yeahs su tutti), aggiungendovi una freschezza ed un’urgenza
espressiva che rendono il suono magmatico, quasi incandescente. Anche
qui al canto c’è una starlette imbronciata – la bionda
Justine -, ma, a differenza dei più famosi cuginetti newyorkesi
(ai quali i M.A.S.S. giocoforza assomigliano) sembra che la band abbia
un indirizzo più prettamente rock’roll, seppur con venature
pop, punk e garage. Il trittico d’apertura, dato da “Testify”,
“Live A Little” e dalla dirompente “Get Ready”,
rende meglio l’idea: ci troviamo in lande prossime a territori hard
rock, un rock tuttavia ben lontano da quello stereotipato delle radio
FM, suonato insomma a rotta di collo, e memore di torridi concerti tenuti
in miseri club popolati da ubriachi e nerd. Per il futuro, sarebbe interessante
vedere cosa potrebbe accadere se la vena new wave esistenzialista di Interpol,
Y.Y.Yeahs e Rapture fosse trapiantata nel dna del gruppo. Le dieci canzoni
del cd sono intriganti, cattive, sferzanti, ma forse mancano di un pizzico
di romanticismo. Ad ogni modo, da tenere d’occhio.
Emanuele Salvini
Dispenser - Ottobre 2004
Testify
http://www.dispenseronline.it/canzoni/601.html
Capita che un artista sia di ispirazione per un altro tizio, o un
gruppo o addirittura una serie di gruppi. Non è che ci possa fare
molto chi è oggetto della venerazione, anzi in genere si può
immaginare che faccia piacere. Ma che a influenzare così tanto
ci sia solo una canzone, pare strano. Soprattutto nel 2004, perché
invece in passato pare che sia stata Helter Skelter dei Beatles la canzone
che ha dato il LA all’incattivimento della musica che ha portato
(parole loro) ai Sonic Youth. Questa sera sentiamo invece un altro gruppo
che è stato ispirato da una canzone e una sola, LUST FOR LIFE di
Iggy Pop, vero e proprio punto di riferimento fiin dai tempi di Trainspotting.
Il complessino musicale che la esegue si chiama M.A.S.S. e il pezzo, che
anche se non ricordate bene sapete di avere già sentito, è
Testify, M.A.S.S.
Matteo "Ferrato" Bordone
Rockers.it - Ottobre 2004
Revolution
http://www.rockers.it/recensioni.asp?i=161
Dopo aver esplorato tutti i possibili e immaginabili meandri della
new dance, e dopo aver saccheggiato a più non posso il repertorio
di Moby e colleghi i pubblicitari stanno riscoprendo il rock. E così
capita che i M.A.S.S., quintetto anglo-scandinavo-irlandese con base a
Londra, arrivino al loro album di debutto con un brano in heavy rotation
sulle nostre TV grazie allo spot della Peugeot 307. I pubblicitari come
spesso accade, vedono giusto. Il pubblico di oggi, soprattutto quello
giovane, vuole il rock. Diretto, tirato, senza fronzoli. Solo così
si può capire l’invasione di tanti gruppi, americani, australiani,
inglesi ed europei in genere che riscoprono il suono più sporco,
ma anche più autentico ed entusiasmante del rock’n’roll.
I M.A.S.S, spot pubblicitario a parte, debuttano con il CD "Revolution",
edito dall´etichetta indipendente TARGO e diffuso da noi grazie
all’ambasciata dell’agenzia italiana Foreign Affairs che sta
puntando su band inglesi decisamente interessanti. Appartengono anch’essi
alla schiera di retro rockers che oggi sembra andare per la maggiore,
ma se molti loro omologhi sono troppo prigionieri del passato e più
preoccupati a sembrare musicisti rock che a esserlo veramente, i M.a.s.s.
non sembrano preoccuparsi di nulla se non dell’impatto delle loro
canzoni. Un garage rock chitarristico dai suoni saturi e dalla ritmica
incalzante, che deve molto agli Stooges, al punk inglese e all’hard
rock degli anni ’70. L’incisione è da “buona
la prima”, i riff sono tutti azzeccati, l’impressione è
di una band che ha voglia di spaccare il mondo in ogni brano, così
come facevano molte delle band a cui si ispirano. Vera, straordinaria,
scoperta della formazione è la carismatica cantante Justine Berry,
una voce potente e perentoria che nei momenti più aggressivi sembra
una via di mezzo tra PJ Harvey e una Janis Joplin dall’anima punk,
e in quello più tranquilli ricorda Chrissie Hynde dei Pretenders.
La title track dell’album (dal testo ironicamente messianico) sembra
già un classico, il singolo “Hey Gravity” è
vibrante e contagiosa, “Testify”. la canzone dello spot, è
perfetta per vendere automobili perché sa di benzina, velocità
e autostrade. Atmosfere più melodiche si fanno spazio invece in
“Fake Talk” e “Deaf to your answers”, brani che
insieme alla hidden track conclusiva sembrano mostrarci dove i M.A.S.S.
vogliono portare la loro musica.
La band crede in quello che fa e dimostra che per chi suona il rock con
questa passione il garage avrà anche quattro pareti, ma non conosce
confini.
Guido Mariani
Mescalina - Ottobre 2004
Revolution
http://www.mescalina.it/musica/recensioni/recensioni-musica.php?id=843
Avete presente la pubblicità della Peugeot 307 SW che trasmettevano
continuamente quest’estate? Bene, la colonna sonora che l’accompagnava
è uno dei cavalli di battaglia dei M.A.S.S., un nuovo gruppo londinese
nato nel 2002 per volere della bella e brava Justine Berry, proveniente
da quella Great Yarmouth divenuta famosa per essere la terra natale dei
Darkness. Giunta nella capitale inglese con la sua chitarra elettrica
e un bagaglio di canzoni e determinazione, Justine ha trovato due chitarristi
in Jonny Green, responsabile di alcuni spunti punk presenti nel disco,
e Andy Miller, ai quali ha poi aggiunto il bassista norvegese Paul Hegland
e l’ottimo batterista irlandese Stuart Macmillan, configurando un
gruppo molto affiatato e cosmopolita.
Per parlare del loro folgorante esordio, “Revolution”, non
possiamo che partire dai due pezzi sui quali è incentrato il successo
(in decisa ascesa) dei M.A.S.S.: “Testify”, canzone d’apertura,
è la già citata colonna sonora dello spot televisivo, un
lavoro vincente sia nel forte ritornello che nell’assolo centrale,
tre minuti e quarantatre secondi di puro rock ‘n’ roll senza
sbavature accompagnato da un video quantomeno dissacrante; il secondo
pezzo di successo è la penultima canzone del disco, “Hey
Gravity”, primo vero e proprio cavallo di battaglia inviato dal
gruppo, sottoforma di demo, al vaglio della critica internazionale presso
la quale ha riscontrato consensi unanimi: senza ombra di dubbio ci troviamo
di fronte al momento migliore dell’album per la fantastica alchimia
che si viene a creare tra sound e voce di Justine.
Attorno ai due capisaldi dell’album gravitano poi altre otto canzoni,
tutte più o meno ricche di spunti interessanti: splendide “Fake
talk” e “Deaf to your answers”, nelle quali i toni smorzati
illuminano la voce della cantante, per non parlare della carica sexy liberata
da “Get ready”, altro potenziale singolo di successo.
Il giudizio finale, per questo gruppo che ricorda da vicino gli Yeah Yeah
Yeahs di Karen O, è senza dubbio estremamente positivo: per rendervi
conto del successo che i M.A.S.S. stanno riscontrando basta citare alcuni
dei loro sostenitori, tra i quali figurano John Peel, Steve Lamacq e Jo
Whiley di radio Xfm, il quale lo ha definito “il miglior debutto
dell’anno finora”, per non parlare delle bands che li hanno
fortemente voluti come opener dei loro concerti (Muse, Datsuns e Libertines
su tutti). Aspettando la loro discesa nella nostra penisola, non possiamo
far altro che ascoltare e riascoltare le note di “Revolution”,
dando così il benvenuto ad un nuovo adepto nella grande setta del
rock ‘n’ roll.
Luca Meneghel
Unmute - Ottobre 2004
Revolution
Grezzo, diretto, sexy, sporco ma tremendamente rock ‘n’roll.
Con questa frase, potremmo descrivere in pieno il debutto de M.A.S.S.
Band proveniente da Londra, metà inglese e l’altra metà
internazionale, capitanata dalla bionda justine Berry , che potremmo tranquillamente
definire la Debbie Harry del nuovo millennio.I dieci pezzi di “Revolution”
catturano la selvaggia energia delle loro performance live e sono una
vera dichiarazione d’intenti per la band. Dalla prima nota di “Testify”
,alll’ultimo accordo di “Something tells me”, è
ovvio che questa band sa dove vuole arrivare e con canzoni come “Hey
Gravity” e “Live A Little”,si può avere l’impressione
che appena salgano su un palco, siano pronti a dimostrartelo.
I M.A.S.S. posseggono quella dote che unisce il punk più grezzo
alla giusta attitudine rock ‘n’roll, con quelle chitarre suonate
a mille ,ma dai riff tremendamente precisi; al ritmo che ti fa pensare
ad una via di mezzo tra gli Stooges o James Brown,e alla potente ,carismatica
voce della loro cantante che ti fa arrapare già dalle prime note.
Una specie di Mick Jagger in gonnella.
Il titolo dell’album è tutto un programma: ”Revolution”.
Questa band ha voglia di rivoluzionare un po’ il rock’n’
roll , o più semplicemente di riportarlo alla sua vera essenza.
Lasciamo che la rivoluzione abbia inizio…
Marco Mastrocinque
Comunicazione Interna - Ottobre 2004
Revolution
http://www.comunicazioneinterna.it/dettaglio_ascolti.php?id=415
Un album di debutto di quelli che spaccano quello dei M.A.S.S., che ti
fanno pensare “Ma è davvero il primo album che hanno fatto?”.
Sarà per il fatto che il primo pezzo di questo album è stato
utilizzato come colonna sonora per lo spot di un’automobile nell’estate
del 2004, sarà che la musica così ben fatta e coinvolgente
ti prende dal primo all’ultimo brano. Insomma, un gran bel debutto
quello di questo quintetto formatosi a Londra (ma di matrice nord-europea)
grazie alla volontà di Justine Berry, leader dalla voce graffiante
ed ammaliatrice.
Quello dei M.A.S.S. è un suono aggressivo ed irresistibile, che
tiene alto il tasso adrenalinico dalla prima all’ultima nota, grazie
al tono ballereccio e pungente di “Testify” e “Live
a little”, rallentando un po’ forse verso la metà del
disco con “Fake Talk”, una balata distorta che comunque non
abbassa la guardia…
Sonorità e raffinatezze che ricordano la grande PJ Harvey, o anche
Blondie e (perché no?) le Elastica, che sanno emanare tutta l’esperienza
e la sapienza di un certo modo di fare musica, che catturano la selvaggia
energia delle performance live. Non a caso il loro intento (pienamente
riuscito, direi) era quello di “creare un album potente che innalsasse
l’adrenalina al solo ascolto”.
Tra i loro fan ed estimatori si ricordano Peaches, Muse e The Datsuns,
che li hanno voluti come supporter nei rispettivi tour.
Grandi prospettive per questa che sembra oramai una band affermata, e
che non deluderà sicuramente gli amanti del “garage rock”.
Samuele Formiconi
Unmute - Ottobre 2004
http://www.unmute.net/
Dal 6 Ottobre il video "Testify" è in homepage del portale
musicale Unmute.net.
Rockers - Ottobre 2004
Revolution
http://www.rockers.it/recensioni.asp?i=161
Dopo aver esplorato tutti i possibili e immaginabili meandri della new
dance, e dopo aver saccheggiato a più non posso il repertorio di
Moby e colleghi i pubblicitari stanno riscoprendo il rock. E così
capita che i M.A.S.S., quintetto anglo-scandinavo-irlandese con base a
Londra, arrivino al loro album di debutto con un brano in heavy rotation
sulle nostre TV grazie allo spot della Peugeot 307. I pubblicitari come
spesso accade, vedono giusto. Il pubblico di oggi, soprattutto quello
giovane, vuole il rock. Diretto, tirato, senza fronzoli. Solo così
si può capire l’invasione di tanti gruppi, americani, australiani,
inglesi ed europei in genere che riscoprono il suono più sporco,
ma anche più autentico ed entusiasmante del rock’n’roll.
I M.A.S.S, spot pubblicitario a parte, debuttano con il CD "Revolution",
edito dall'etichetta indipendente TARGO e diffuso da noi grazie all’ambasciata
dell’agenzia italiana Foreign Affairs che sta puntando su band inglesi
decisamente interessanti. Appartengono anch’essi alla schiera di
retro rockers che oggi sembra andare per la maggiore, ma se molti loro
omologhi sono troppo prigionieri del passato e più preoccupati
a sembrare musicisti rock che a esserlo veramente, i M.a.s.s. non sembrano
preoccuparsi di nulla se non dell’impatto delle loro canzoni. Un
garage rock chitarristico dai suoni saturi e dalla ritmica incalzante,
che deve molto agli Stooges, al punk inglese e all’hard rock degli
anni ’70. L’incisione è da “buona la prima”,
i riff sono tutti azzeccati, l’impressione è di una band
che ha voglia di spaccare il mondo in ogni brano, così come facevano
molte delle band a cui si ispirano. Vera, straordinaria, scoperta della
formazione è la carismatica cantante Justine Berry, una voce potente
e perentoria che nei momenti più aggressivi sembra una via di mezzo
tra PJ Harvey e una Janis Joplin dall’anima punk, e in quello più
tranquilli ricorda Chrissie Hynde dei Pretenders. La title track dell’album
(dal testo ironicamente messianico) sembra già un classico, il
singolo “Hey Gravity” è vibrante e contagiosa, “Testify”.
la canzone dello spot, è perfetta per vendere automobili perché
sa di benzina, velocità e autostrade. Atmosfere più melodiche
si fanno spazio invece in “Fake Talk” e “Deaf to your
answers”, brani che insieme alla hidden track conclusiva sembrano
mostrarci dove i M.A.S.S. vogliono portare la loro musica.
La band crede in quello che fa e dimostra che per chi suona il rock con
questa passione il garage avrà anche quattro pareti, ma non conosce
confini."
Guido Mariani
Music Club- Ottobre 2004
Revolution
Inserisci il CD nel lettore, parte il primo brano e non puoi fare a meno
di pensare: “Ma io questa l’ho già sentita!”.
Eh già, è proprio così: “Testify”, il
pezzo che apre Revolution (ovvero l’album di debutto degli inglesi
M.A.S.S.), fa da colonna sonora allo spot pubblicitario di una famosa
casa automobilistica francese, ed è bello (o quanto meno fa sorridere)
sentire un rock’n’roll tellurico e punkeggiante usato a mo’
di veicolo promozionale presso le case degli italiani.
Curiosità a parte, i M.A.S.S. possiedono il sacro fuoco del rock’n’roll,
l’attitudine giusta per ritagliarsi un ruolo importante nella (ormai
presumibilmente satura) scena neo-garage d’Oltremanica, ma soprattutto
la giusta chimica d’insieme e – cosa non trascurabile –
brani potenti, incisivi e diretti che ricordano un po’ gli Yeah
Yeah Yeahs e Detrai Cobras (soprattutto per la voce di Justine), inevitabilmente,
rimandano a tutti i cattivi maestri del punk e della new wave.
E’ un disco che si snoda rapido e graffiante, e che ha i suoi punti
di forza (oltre a “Testify”, of course) nell’ottimo
mid-tempo “Fake Talk”, nella rombante “Hey Gravity”
(loro primo singolo, mix di Strokes e Blondie apprezzatissimo in patria
da John Peel e NME) e nella conclusiva cavalcata sonica dal titolo “Something
Teels Me”.
Tra poco saranno in Italia per una serie di shows dall’alto tasso
adrenalico: per tutti coloro che amano ancora sbandierare con fierezza
il distico “It’s only rock’n’roll/but I like it”,
il consiglio è quello di non perderseli. Punto.
Daniele De Liberato
Thevibes.net - Settembre 2004
Revolution
I M.A.S.S. sono un energico quintetto londinese, auditivamente noto ai
più per aver prestato una delle loro hits, "Testify",
alla soundtrack dello spot di una automobile francese (avete presente
la ragazza incinta che aspetta sulla soglia di una casetta di legno nel
pieno di un'apparente deserto tipo Arizona?...). Bene, il loro album di
debutto, Revolution, gira nei nostri lettori da parecchio tempo ormai
e ha catturato la nostra attenzione. Non c'è nulla in questo disco
che possa definirsi rivoluzionario, nessuna idea nuova, nessuna istigazione
all'uso di droghe, nessuno slogan filosovietico, se non l'evidenza che
si tratta di un buono, sano, croccante disco di rock'n'roll. La rivoluzione,
in questi casi, va al più intesa come innesco motorio irrefrenabile
e liberatorio propagato nel corpo da milioni di miofibrille riottose e
scalpitanti (nei casi più ostici, si riscontra la sola sommossa
sussultoria delle fasce muscolari cervicali). Insomma, come dice quel
motivetto che ci piace tanto...dudu-dudù dudu-dudù...(ops,siamo
andati troppo a ritroso)...come dice quel motivetto: "It's only rock'n'roll
but WE like it!". Justine presta la sua voce cristallina ma robusta
(ci pensano Andy e Jonny a sporcarla con i loro interventi) a melodie
che intrecciano motivi blues e ritornelli power-pop. Le chitarre rutilanti
di Jonny e Andy sostengono rispettivamente un suono di powerchords punkeggianti
e fraseggi di rifinitura, in compatta alleanza con la sezione ritmica...Trascinantissimo
il punk'n'roll di "Testify", "Give me a Break" e "Hey
Gravity". Non è un caso che il gruppo abbia fatto da supporto
al tour dei Libertines in nord Europa: dal vivo promettono uno show al
fulmicotone, ma non sfigureranno anche nello stereo di casa.
P.S.: Revolution in CD include anche "Unbreakable" come ghost
track.
Vito Camarretta
Radio
Radio Torino Popolare (Piemonte)
- Quindie - Novembre, Dicembre 2004, Gennaio 2005
Radio Wave (Toscana) - Ottobre 2004
Radio 2 Rai (Nazionale) - Dispenser - 24 Ottobre
2004
Radio Capodistria (Friuli Venezia Giulia) - In Orbita
- Ottobre 2004
Radio Rock FM (Nazionale) - Eclettica - Ottobre 2004
Radio Città Aperta (Lazio) - Pogo Pop - Settembre
2004
Radio Popolare (Lombardia) - The Box - Settembre, Ottobre
2004
Radio Gamma Trento (Trentino Alto Adige) - Le Altre
Voci - Settembre, Ottobre, Novembre, Dicembre 2004, Gennaio 2005, Febbraio, Marzo, Aprile
Radio Città Del Capo (Emilia Romagna) - Thermos
- Settembre 2004
Radio Lupo Solitario (Lombardia) - Good Morning Captain
- Gennaio 2005, Febbraio
Rassegna Stampa Estera (estratti)
Rocksound (UK) - Luglio 2004
Revolution
There aren't many bands brave enough or talented enough to record their
album in a live take, but then M.A.S.s. know how to show up the competition.
The competition in this case includes the likes of Yeah Yeah Yeahs and
even PJ Harvey courtesy of frontwoman Justine Berry's sultry yet sassy
approach to vocals. Having come a long way since the first single 'Hey
Gravity' last year, the London quintet's latest offering shows that they're
now doing a fine job of proving that whatever those other retro-lovin
countries can do, we can do just as well. Doing their bit for he so-called
garage rock revolution, M.A.S.S. have taken heed of Jet's gritty rock'n'roll
swagger, studied Young Heart Attack's dynamic assault and added a special
touch of class that's primed to make them one of the hottest new acts
around. 9/10
Les Inrockuptibles - Giugno 2004
Revolution
[...] If they were American they’d be on the front page of every
newspaper and magazine. The songs retaliate against this injustice and
lack of acknowledgement; thanks to DJ’s such Steve Lamacq or John
Peel, they light up the evenings at the BBC. But at the same time, these
bombshells just couldn’t be American: it's marked 'made in England'
from the first sha la la of their tightly constructed songs: embodying
to the core a certain idea of pop music - flamboyant, urgent, impassioned.
But they don't appear to be restricted within the confines of the 3 minute
pop song - they treat their chosen medium more like a sports hall than
a prison cell, where time may be limited but certainly not altitude.
This glorious English language already developed in the mouths of the
likes of Stiff Little Fingers, The Libertines, The Buzzcocks all the way
to Supergrass, is used with eloquence by MASS. [...]
The Guardian - Agosto 2003 (Track of the week)
Live a Little
Well, it's loud infectious rock 'n' roll time again and MASS have got
plenty of what it takes to make you bleed in all the right places. A lady
singer who sounds like she knows one end of a good night out from the
other engaged in a loose duet with a man who sings like he was raised
tethered in an attic. An evil marching beat unlawfully wedded to some
filthy guitars, a "yeah yeah yeah" chorus and it's enough to
make the dead sit up and nod.. exactly what you need.
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