HomeForeign Affairs: Who We Are and What We DoArtists and Labels We are promoting at the moment or have done Contact Us

M.A.S.S.

I M.A.S.S. (si pronuncia “em-ei-es-es”) sono un quintetto formatosi a Londra nel 2002, i cui membri provengono dalla Gran Bretagna, dalla Norvegia e dall’Irlanda.

La nascita dei M.A.S.S. è responsabilità di Justine Berry. Proveniente da Great Yarmouth,East Anglia, località nota per le tranquille vacanze estive e più recentemente in quanto cittadina natale dei The Darkness, Justine si sposta presto a Londra con la sua chitarra elettrica, scrive e prova per quasi un anno i pezzi che saranno alla base del repertorio dei M.A.S.S, a questo punto recluta non uno bensì due chitarristi: Jonny Green dal cuore punk e Andy Miller, titolare di un suono dalla matrice più dilatata.
E' ora che arriva la sezione ritmica tutta internazionale: Paul Hegland da Bergen (Novergia) e Stuart Macmillan da Dublino (Irlanda) incrociano la loro strada con quella dei tre Inglesi completando così la formazione, e offrendo la struttura per un suono aggressivo ed irresistibile.

La band registra il primo singolo "Hey Gravity" a inizio 2002, lo spedisce a pochi ma accuratamente selezionati addetti ai lavori, ottenendo un veloce consenso positivo unanime. Il singolo passa presto in heavy rotation alla radio, fra i sostenitori si ricodanop John Peel, Steve Lamacq e Jo Whiley di XFM che lo descrive come "Il miglior debutto dell'anno finora".
Da questo iniziale successo la band è riuscita a mantenere la propria indipendenza nonostante le numerose richieste delle etichette che arrivavano continuamente, fino a tornare in studio (al Toe Rag di Liam Watson, qualche mese prima di Jack&Meg Stripes) e registrare "Live a Little" per darlo alle stampe a due etichette: Mandita (sussidiaria della Rocket Girl) per il CD singolo e Purr, per il 7".

Nel 2003, un giornalista di Les Inrockuptibles si trova casualmente ad un concerto londinese della band, se ne innamora subito e da qui inizia l’affair dei M.A.S.S con la Francia che attraverso la presenza di “Live a Little” in un CD della rivista, il Les Inrocks/Nokia tour di dieci date (anche di supporto ai Libertines) e la firma con un'etichetta francese per l'album di debutto "Revolution" (la Trema, ora del gruppo Universal) li porterà addirittura a trasfersi in Bretagna (Nantes) dove si trovano da qualche mese.

I dieci pezzi di "Revolution" catturano la selvaggia energia delle performance live e sono una vera dichiarazione di intenti per la band. Registrato a Londra agli Sony Studios (The Clash fra i clienti più illustri) nel corso di appena tre weekend verso fine 2003 assieme a Will O'Donovan, è stato poi masterizzato ai famosi Abbey Road Studios dove ogni sforzo era diretto a creare un album potente che innalzasse l'adrenalina al solo ascolto.

Tra i fan più famosi dei M.A.S.S. si ricordano Peaches, Muse e The Datsuns, tutti li hanno voluti come band di supporto ai loro recenti concerti.

Nonostante un 2003 passato on the road suonando in 120 date e la recente pubblicazione dell’album di debutto, i M.A.S.S. non stanno certo riposando sugli allori e adesso, mentre scrivono i primi pezzi del nuovo album, si stanno preparando ad un lungo tour europeo autunnale in Scandinavia, Francia, Germania, Olanda, Austria, Spagna e che li porterà anche in Italia in Novembre.

Nell’estate 2004, “Testify” dei M.A.S.S. è stata utilizzata come colonna sonora dello spot televisivo della Peugeot 307 SW trasmesso in tutta Europa.

I M.A.S.S. sono:
Justine Berry - Voce
Paul Hegland - Bass
Stuart Macmillan - Batteria
Andy Miller - Chitarre, Voce
Jonny Green - Chitarre, Voce


Provenienza
Londra, UK

Genere
Garage Rock

Influenze
Detroit Garage, Blondie, PJ Harvey di "Rid of Me", Bellrays, Elastica

Website
www.masstheband.com
 
Foto
Band Live

Live Live

 

Logo

 

Copertine
 
  Revolution

 

 

Audio
Hey Gravity (streaming da BBC Radio One)

 

Cartelle Stampa
M.A.S.S. (2004)
 
 
 
Discografia
Data Titolo Formato Etichetta Distribuzione
Luglio 2002 Hey Gravity CDs, 7 Radiate N/D
Marzo 2003 Live a Little CDs, 7 Rocket Girl, Purr N/D
Agosto 2003 Live a Little 7 Lonestar (Germany) www.lonestar-recs.de
Maggio 2004 Testify CDs, 7 Targo N/D
Giugno 2004 Revolution CD, LP Trema / Barclay Universal (EU)

 

Compilation
Data Titolo Brano presente Etichetta
Settembre 2003 Blackball OST Live a Little Radiate
Maggio 2003 Rock 'n' Roll Circus Live a Little Les Inrockuptibles (no. 391)

 

 

 
Campagna promozionale: Settembre 2004 - Novembre 2004
 

Rassegna Stampa

Unmute.net - Aprile 2005 (Intervista)
http://www.unmute.net/articoli/interviews/2005/mass_intervista.htm

XTM - Gennaio 2005
Revolution
http://www.xtm.it/new/dettaglio_articolo.asp?Chiave=3479
Strepitoso esordio di sferragliante rock'n'roll per gli inglesi M.A.S.S., a base di dosi massicce di Stooges, Mc5 e primi Pretenders, che ultimamente tra le nuove leve albioniche paiono essere di stramoda. Se vi chiedevate come fosse possibile che la risposta britannica alla revanche Usa di White Stripes e ai nuovi barbari svedesi The Hives e The International Noise Conspiracy fosse rappresentata dagli slavati Libertines, ora le vostre ansie sono placate. “Revolution” lotta per riportare lo scettro del rock'n'roll nelle mani della satanica dinastia brit assurta al potere 40 anni fa. Questo dei M.A.S.S. è un album potente e sanguigno, fatto delle chitarre taglienti di Jonny (sì, scritto proprio così) e Andy, del basso e della batteria possenti del norvegese Paul e dell'irlandese Stuart e del cantato della frontwoman Justine Berry, figlia ribelle di Iggy Pop e Chrissie Hinde. In più, i cinque sfoderano un'attitudine a produrre anthem quale non si sentiva oltremanica perlomeno da 20 anni. “Testify” (nota per lo spot Peugeot del motociclista e della ragazza incinta nel deserto Usa), “Don't wanna wait anymore”, “Fake talk”, “Her gravity” si candidano fin da subito a inni della nuova generazione rock'n'roll. Certo, i riferimenti si sentono, eccome: “Give me a break” inizia con lo stesso drumming di “Lust for life”; “Fake talk” esibisce stacchi vocali che ricordano Siouxsie Sioux, Patti Smith e Joan Jett, ideale sacra trimurti dell'animal rock di ascendenza femminile; “Deaf to your answers” si apre con lo stesso basso di “10:15 Saturday night” dei Cure di “Three imaginary boys”. Ma in generale l'adrenalina e la furia istintiva dei M.A.S.S. sono tali che il riferimento ai modelli appare dello stesso stampo di quello scandinavo: una chiosa manierista del passato su cui sviluppare la propria personalità e tracciare le linee dei futuri destini del rock.         
Renzo Stefanel

Kathodik - Dicembre 2004
Revolution
http://www.kathodik.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=1487
I M.A.S.S. sono un esempio piuttosto chiaro di che cosa un certo ambiente culturale e produttivo – non a caso “l'incipit” di questo CD, il brano Testify , è divenuto la colonna sonora di uno “spot” massicciamente trasmesso – intende quando parla di “rock and roll”: irruenti quel che basta (ma dal suono levigato), con una cantante bionda dalla voce “maschia”, soprattutto visceralmente “retrò” ed impermeabili ad ogni suono che sappia di XXI secolo (figuriamoci, già Pixies o Sonic Youth sono degli alieni per loro…). Intendiamoci, non che questo 'Revolution' sia una pessima raccolta di canzoni, tutt'altro (sanno scrivere e suonare): ma il quintetto – Justine Berry, la bionda di cui sopra, alla voce, Jonny Green alla voce ed alla chitarra, Andy Miller alla chitarra ed alla voce, Paul Hegland al basso e Stuart Macmillan alla batteria – con base a Londra risulta sconfortante per quanto non riesca a scalfire nessuna convenzione, nessun luogo comune con la sua musica ed i suoi testi. Il CD così risulta magari godibile, in determinati momenti, ma scivola via troppo pulito, senza lasciare tracce di sorta nell'ascoltatore non nostalgico. A chi giovano?
Marco Fiori

Rockerilla - Novembre 2004
Revolution
Grinta, rabbia, furore. Il debutto di questo quintetto albionico rielabora la solita materia rock’n’roll che è stata riesumata da altri formidabili revivalisti in tempi recenti (Yeah Yeah Yeahs su tutti), aggiungendovi una freschezza ed un’urgenza espressiva che rendono il suono magmatico, quasi incandescente. Anche qui al canto c’è una starlette imbronciata – la bionda Justine -, ma, a differenza dei più famosi cuginetti newyorkesi (ai quali i M.A.S.S. giocoforza assomigliano) sembra che la band abbia un indirizzo più prettamente rock’roll, seppur con venature pop, punk e garage. Il trittico d’apertura, dato da “Testify”, “Live A Little” e dalla dirompente “Get Ready”, rende meglio l’idea: ci troviamo in lande prossime a territori hard rock, un rock tuttavia ben lontano da quello stereotipato delle radio FM, suonato insomma a rotta di collo, e memore di torridi concerti tenuti in miseri club popolati da ubriachi e nerd. Per il futuro, sarebbe interessante vedere cosa potrebbe accadere se la vena new wave esistenzialista di Interpol, Y.Y.Yeahs e Rapture fosse trapiantata nel dna del gruppo. Le dieci canzoni del cd sono intriganti, cattive, sferzanti, ma forse mancano di un pizzico di romanticismo. Ad ogni modo, da tenere d’occhio.
Emanuele Salvini

Dispenser - Ottobre 2004
Testify
http://www.dispenseronline.it/canzoni/601.html
Capita che un artista sia di ispirazione per un altro tizio, o un gruppo o addirittura una serie di gruppi. Non è che ci possa fare molto chi è oggetto della venerazione, anzi in genere si può immaginare che faccia piacere. Ma che a influenzare così tanto ci sia solo una canzone, pare strano. Soprattutto nel 2004, perché invece in passato pare che sia stata Helter Skelter dei Beatles la canzone che ha dato il LA all’incattivimento della musica che ha portato (parole loro) ai Sonic Youth. Questa sera sentiamo invece un altro gruppo che è stato ispirato da una canzone e una sola, LUST FOR LIFE di Iggy Pop, vero e proprio punto di riferimento fiin dai tempi di Trainspotting. Il complessino musicale che la esegue si chiama M.A.S.S. e il pezzo, che anche se non ricordate bene sapete di avere già sentito, è Testify, M.A.S.S.
Matteo "Ferrato" Bordone

Rockers.it - Ottobre 2004
Revolution
http://www.rockers.it/recensioni.asp?i=161
Dopo aver esplorato tutti i possibili e immaginabili meandri della new dance, e dopo aver saccheggiato a più non posso il repertorio di Moby e colleghi i pubblicitari stanno riscoprendo il rock. E così capita che i M.A.S.S., quintetto anglo-scandinavo-irlandese con base a Londra, arrivino al loro album di debutto con un brano in heavy rotation sulle nostre TV grazie allo spot della Peugeot 307. I pubblicitari come spesso accade, vedono giusto. Il pubblico di oggi, soprattutto quello giovane, vuole il rock. Diretto, tirato, senza fronzoli. Solo così si può capire l’invasione di tanti gruppi, americani, australiani, inglesi ed europei in genere che riscoprono il suono più sporco, ma anche più autentico ed entusiasmante del rock’n’roll.
I M.A.S.S, spot pubblicitario a parte, debuttano con il CD "Revolution", edito dall´etichetta indipendente TARGO e diffuso da noi grazie all’ambasciata dell’agenzia italiana Foreign Affairs che sta puntando su band inglesi decisamente interessanti. Appartengono anch’essi alla schiera di retro rockers che oggi sembra andare per la maggiore, ma se molti loro omologhi sono troppo prigionieri del passato e più preoccupati a sembrare musicisti rock che a esserlo veramente, i M.a.s.s. non sembrano preoccuparsi di nulla se non dell’impatto delle loro canzoni. Un garage rock chitarristico dai suoni saturi e dalla ritmica incalzante, che deve molto agli Stooges, al punk inglese e all’hard rock degli anni ’70. L’incisione è da “buona la prima”, i riff sono tutti azzeccati, l’impressione è di una band che ha voglia di spaccare il mondo in ogni brano, così come facevano molte delle band a cui si ispirano. Vera, straordinaria, scoperta della formazione è la carismatica cantante Justine Berry, una voce potente e perentoria che nei momenti più aggressivi sembra una via di mezzo tra PJ Harvey e una Janis Joplin dall’anima punk, e in quello più tranquilli ricorda Chrissie Hynde dei Pretenders. La title track dell’album (dal testo ironicamente messianico) sembra già un classico, il singolo “Hey Gravity” è vibrante e contagiosa, “Testify”. la canzone dello spot, è perfetta per vendere automobili perché sa di benzina, velocità e autostrade. Atmosfere più melodiche si fanno spazio invece in “Fake Talk” e “Deaf to your answers”, brani che insieme alla hidden track conclusiva sembrano mostrarci dove i M.A.S.S. vogliono portare la loro musica.
La band crede in quello che fa e dimostra che per chi suona il rock con questa passione il garage avrà anche quattro pareti, ma non conosce confini.
Guido Mariani

Mescalina - Ottobre 2004
Revolution
http://www.mescalina.it/musica/recensioni/recensioni-musica.php?id=843
Avete presente la pubblicità della Peugeot 307 SW che trasmettevano continuamente quest’estate? Bene, la colonna sonora che l’accompagnava è uno dei cavalli di battaglia dei M.A.S.S., un nuovo gruppo londinese nato nel 2002 per volere della bella e brava Justine Berry, proveniente da quella Great Yarmouth divenuta famosa per essere la terra natale dei Darkness. Giunta nella capitale inglese con la sua chitarra elettrica e un bagaglio di canzoni e determinazione, Justine ha trovato due chitarristi in Jonny Green, responsabile di alcuni spunti punk presenti nel disco, e Andy Miller, ai quali ha poi aggiunto il bassista norvegese Paul Hegland e l’ottimo batterista irlandese Stuart Macmillan, configurando un gruppo molto affiatato e cosmopolita.
Per parlare del loro folgorante esordio, “Revolution”, non possiamo che partire dai due pezzi sui quali è incentrato il successo (in decisa ascesa) dei M.A.S.S.: “Testify”, canzone d’apertura, è la già citata colonna sonora dello spot televisivo, un lavoro vincente sia nel forte ritornello che nell’assolo centrale, tre minuti e quarantatre secondi di puro rock ‘n’ roll senza sbavature accompagnato da un video quantomeno dissacrante; il secondo pezzo di successo è la penultima canzone del disco, “Hey Gravity”, primo vero e proprio cavallo di battaglia inviato dal gruppo, sottoforma di demo, al vaglio della critica internazionale presso la quale ha riscontrato consensi unanimi: senza ombra di dubbio ci troviamo di fronte al momento migliore dell’album per la fantastica alchimia che si viene a creare tra sound e voce di Justine.
Attorno ai due capisaldi dell’album gravitano poi altre otto canzoni, tutte più o meno ricche di spunti interessanti: splendide “Fake talk” e “Deaf to your answers”, nelle quali i toni smorzati illuminano la voce della cantante, per non parlare della carica sexy liberata da “Get ready”, altro potenziale singolo di successo.
Il giudizio finale, per questo gruppo che ricorda da vicino gli Yeah Yeah Yeahs di Karen O, è senza dubbio estremamente positivo: per rendervi conto del successo che i M.A.S.S. stanno riscontrando basta citare alcuni dei loro sostenitori, tra i quali figurano John Peel, Steve Lamacq e Jo Whiley di radio Xfm, il quale lo ha definito “il miglior debutto dell’anno finora”, per non parlare delle bands che li hanno fortemente voluti come opener dei loro concerti (Muse, Datsuns e Libertines su tutti). Aspettando la loro discesa nella nostra penisola, non possiamo far altro che ascoltare e riascoltare le note di “Revolution”, dando così il benvenuto ad un nuovo adepto nella grande setta del rock ‘n’ roll.
Luca Meneghel

Unmute - Ottobre 2004
Revolution
Grezzo, diretto, sexy, sporco ma tremendamente rock ‘n’roll. Con questa frase, potremmo descrivere in pieno il debutto de M.A.S.S. Band proveniente da Londra, metà inglese e l’altra metà internazionale, capitanata dalla bionda justine Berry , che potremmo tranquillamente definire la Debbie Harry del nuovo millennio.I dieci pezzi di “Revolution” catturano la selvaggia energia delle loro performance live e sono una vera dichiarazione d’intenti per la band. Dalla prima nota di “Testify” ,alll’ultimo accordo di “Something tells me”, è ovvio che questa band sa dove vuole arrivare e con canzoni come “Hey Gravity” e “Live A Little”,si può avere l’impressione che appena salgano su un palco, siano pronti a dimostrartelo.
I M.A.S.S. posseggono quella dote che unisce il punk più grezzo alla giusta attitudine rock ‘n’roll, con quelle chitarre suonate a mille ,ma dai riff tremendamente precisi; al ritmo che ti fa pensare ad una via di mezzo tra gli Stooges o James Brown,e alla potente ,carismatica voce della loro cantante che ti fa arrapare già dalle prime note. Una specie di Mick Jagger in gonnella.
Il titolo dell’album è tutto un programma: ”Revolution”. Questa band ha voglia di rivoluzionare un po’ il rock’n’ roll , o più semplicemente di riportarlo alla sua vera essenza.
Lasciamo che la rivoluzione abbia inizio…
Marco Mastrocinque

Comunicazione Interna - Ottobre 2004
Revolution
http://www.comunicazioneinterna.it/dettaglio_ascolti.php?id=415
Un album di debutto di quelli che spaccano quello dei M.A.S.S., che ti fanno pensare “Ma è davvero il primo album che hanno fatto?”. Sarà per il fatto che il primo pezzo di questo album è stato utilizzato come colonna sonora per lo spot di un’automobile nell’estate del 2004, sarà che la musica così ben fatta e coinvolgente ti prende dal primo all’ultimo brano. Insomma, un gran bel debutto quello di questo quintetto formatosi a Londra (ma di matrice nord-europea) grazie alla volontà di Justine Berry, leader dalla voce graffiante ed ammaliatrice.
Quello dei M.A.S.S. è un suono aggressivo ed irresistibile, che tiene alto il tasso adrenalinico dalla prima all’ultima nota, grazie al tono ballereccio e pungente di “Testify” e “Live a little”, rallentando un po’ forse verso la metà del disco con “Fake Talk”, una balata distorta che comunque non abbassa la guardia…
Sonorità e raffinatezze che ricordano la grande PJ Harvey, o anche Blondie e (perché no?) le Elastica, che sanno emanare tutta l’esperienza e la sapienza di un certo modo di fare musica, che catturano la selvaggia energia delle performance live. Non a caso il loro intento (pienamente riuscito, direi) era quello di “creare un album potente che innalsasse l’adrenalina al solo ascolto”.
Tra i loro fan ed estimatori si ricordano Peaches, Muse e The Datsuns, che li hanno voluti come supporter nei rispettivi tour.
Grandi prospettive per questa che sembra oramai una band affermata, e che non deluderà sicuramente gli amanti del “garage rock”.
Samuele Formiconi

Unmute - Ottobre 2004
http://www.unmute.net/
Dal 6 Ottobre il video "Testify" è in homepage del portale musicale Unmute.net.

Rockers - Ottobre 2004
Revolution
http://www.rockers.it/recensioni.asp?i=161
Dopo aver esplorato tutti i possibili e immaginabili meandri della new dance, e dopo aver saccheggiato a più non posso il repertorio di Moby e colleghi i pubblicitari stanno riscoprendo il rock. E così capita che i M.A.S.S., quintetto anglo-scandinavo-irlandese con base a Londra, arrivino al loro album di debutto con un brano in heavy rotation sulle nostre TV grazie allo spot della Peugeot 307. I pubblicitari come spesso accade, vedono giusto. Il pubblico di oggi, soprattutto quello giovane, vuole il rock. Diretto, tirato, senza fronzoli. Solo così si può capire l’invasione di tanti gruppi, americani, australiani, inglesi ed europei in genere che riscoprono il suono più sporco, ma anche più autentico ed entusiasmante del rock’n’roll.
I M.A.S.S, spot pubblicitario a parte, debuttano con il CD "Revolution", edito dall'etichetta indipendente TARGO e diffuso da noi grazie all’ambasciata dell’agenzia italiana Foreign Affairs che sta puntando su band inglesi decisamente interessanti. Appartengono anch’essi alla schiera di retro rockers che oggi sembra andare per la maggiore, ma se molti loro omologhi sono troppo prigionieri del passato e più preoccupati a sembrare musicisti rock che a esserlo veramente, i M.a.s.s. non sembrano preoccuparsi di nulla se non dell’impatto delle loro canzoni. Un garage rock chitarristico dai suoni saturi e dalla ritmica incalzante, che deve molto agli Stooges, al punk inglese e all’hard rock degli anni ’70. L’incisione è da “buona la prima”, i riff sono tutti azzeccati, l’impressione è di una band che ha voglia di spaccare il mondo in ogni brano, così come facevano molte delle band a cui si ispirano. Vera, straordinaria, scoperta della formazione è la carismatica cantante Justine Berry, una voce potente e perentoria che nei momenti più aggressivi sembra una via di mezzo tra PJ Harvey e una Janis Joplin dall’anima punk, e in quello più tranquilli ricorda Chrissie Hynde dei Pretenders. La title track dell’album (dal testo ironicamente messianico) sembra già un classico, il singolo “Hey Gravity” è vibrante e contagiosa, “Testify”. la canzone dello spot, è perfetta per vendere automobili perché sa di benzina, velocità e autostrade. Atmosfere più melodiche si fanno spazio invece in “Fake Talk” e “Deaf to your answers”, brani che insieme alla hidden track conclusiva sembrano mostrarci dove i M.A.S.S. vogliono portare la loro musica.
La band crede in quello che fa e dimostra che per chi suona il rock con questa passione il garage avrà anche quattro pareti, ma non conosce confini."
Guido Mariani

Music Club- Ottobre 2004
Revolution
Inserisci il CD nel lettore, parte il primo brano e non puoi fare a meno di pensare: “Ma io questa l’ho già sentita!”. Eh già, è proprio così: “Testify”, il pezzo che apre Revolution (ovvero l’album di debutto degli inglesi M.A.S.S.), fa da colonna sonora allo spot pubblicitario di una famosa casa automobilistica francese, ed è bello (o quanto meno fa sorridere) sentire un rock’n’roll tellurico e punkeggiante usato a mo’ di veicolo promozionale presso le case degli italiani.
Curiosità a parte, i M.A.S.S. possiedono il sacro fuoco del rock’n’roll, l’attitudine giusta per ritagliarsi un ruolo importante nella (ormai presumibilmente satura) scena neo-garage d’Oltremanica, ma soprattutto la giusta chimica d’insieme e – cosa non trascurabile – brani potenti, incisivi e diretti che ricordano un po’ gli Yeah Yeah Yeahs e Detrai Cobras (soprattutto per la voce di Justine), inevitabilmente, rimandano a tutti i cattivi maestri del punk e della new wave.
E’ un disco che si snoda rapido e graffiante, e che ha i suoi punti di forza (oltre a “Testify”, of course) nell’ottimo mid-tempo “Fake Talk”, nella rombante “Hey Gravity” (loro primo singolo, mix di Strokes e Blondie apprezzatissimo in patria da John Peel e NME) e nella conclusiva cavalcata sonica dal titolo “Something Teels Me”.
Tra poco saranno in Italia per una serie di shows dall’alto tasso adrenalico: per tutti coloro che amano ancora sbandierare con fierezza il distico “It’s only rock’n’roll/but I like it”, il consiglio è quello di non perderseli. Punto.
Daniele De Liberato

Thevibes.net - Settembre 2004
Revolution
I M.A.S.S. sono un energico quintetto londinese, auditivamente noto ai più per aver prestato una delle loro hits, "Testify", alla soundtrack dello spot di una automobile francese (avete presente la ragazza incinta che aspetta sulla soglia di una casetta di legno nel pieno di un'apparente deserto tipo Arizona?...). Bene, il loro album di debutto, Revolution, gira nei nostri lettori da parecchio tempo ormai e ha catturato la nostra attenzione. Non c'è nulla in questo disco che possa definirsi rivoluzionario, nessuna idea nuova, nessuna istigazione all'uso di droghe, nessuno slogan filosovietico, se non l'evidenza che si tratta di un buono, sano, croccante disco di rock'n'roll. La rivoluzione, in questi casi, va al più intesa come innesco motorio irrefrenabile e liberatorio propagato nel corpo da milioni di miofibrille riottose e scalpitanti (nei casi più ostici, si riscontra la sola sommossa sussultoria delle fasce muscolari cervicali). Insomma, come dice quel motivetto che ci piace tanto...dudu-dudù dudu-dudù...(ops,siamo andati troppo a ritroso)...come dice quel motivetto: "It's only rock'n'roll but WE like it!". Justine presta la sua voce cristallina ma robusta (ci pensano Andy e Jonny a sporcarla con i loro interventi) a melodie che intrecciano motivi blues e ritornelli power-pop. Le chitarre rutilanti di Jonny e Andy sostengono rispettivamente un suono di powerchords punkeggianti e fraseggi di rifinitura, in compatta alleanza con la sezione ritmica...Trascinantissimo il punk'n'roll di "Testify", "Give me a Break" e "Hey Gravity". Non è un caso che il gruppo abbia fatto da supporto al tour dei Libertines in nord Europa: dal vivo promettono uno show al fulmicotone, ma non sfigureranno anche nello stereo di casa.
P.S.: Revolution in CD include anche "Unbreakable" come ghost track.
Vito Camarretta

Radio

Radio Torino Popolare (Piemonte) - Quindie - Novembre, Dicembre 2004, Gennaio 2005
Radio Wave
(Toscana) - Ottobre 2004
Radio 2 Rai
(Nazionale) - Dispenser - 24 Ottobre 2004
Radio Capodistria (Friuli Venezia Giulia) - In Orbita - Ottobre 2004
Radio Rock FM (Nazionale) - Eclettica - Ottobre 2004
Radio Città Aperta (Lazio) - Pogo Pop - Settembre 2004
Radio Popolare (Lombardia) - The Box - Settembre, Ottobre 2004
Radio Gamma Trento (Trentino Alto Adige) - Le Altre Voci - Settembre, Ottobre, Novembre, Dicembre 2004, Gennaio 2005, Febbraio, Marzo, Aprile
Radio Città Del Capo (Emilia Romagna) - Thermos - Settembre 2004
Radio Lupo Solitario (Lombardia) - Good Morning Captain - Gennaio 2005, Febbraio


Rassegna Stampa Estera (estratti)

Rocksound (UK) - Luglio 2004
Revolution
There aren't many bands brave enough or talented enough to record their album in a live take, but then M.A.S.s. know how to show up the competition. The competition in this case includes the likes of Yeah Yeah Yeahs and even PJ Harvey courtesy of frontwoman Justine Berry's sultry yet sassy approach to vocals. Having come a long way since the first single 'Hey Gravity' last year, the London quintet's latest offering shows that they're now doing a fine job of proving that whatever those other retro-lovin countries can do, we can do just as well. Doing their bit for he so-called garage rock revolution, M.A.S.S. have taken heed of Jet's gritty rock'n'roll swagger, studied Young Heart Attack's dynamic assault and added a special touch of class that's primed to make them one of the hottest new acts around. 9/10

Les Inrockuptibles - Giugno 2004
Revolution
[...] If they were American they’d be on the front page of every newspaper and magazine. The songs retaliate against this injustice and lack of acknowledgement; thanks to DJ’s such Steve Lamacq or John Peel, they light up the evenings at the BBC. But at the same time, these bombshells just couldn’t be American: it's marked 'made in England' from the first sha la la of their tightly constructed songs: embodying to the core a certain idea of pop music - flamboyant, urgent, impassioned. But they don't appear to be restricted within the confines of the 3 minute pop song - they treat their chosen medium more like a sports hall than a prison cell, where time may be limited but certainly not altitude.
This glorious English language already developed in the mouths of the likes of Stiff Little Fingers, The Libertines, The Buzzcocks all the way to Supergrass, is used with eloquence by MASS. [...]

The Guardian - Agosto 2003 (Track of the week)
Live a Little
Well, it's loud infectious rock 'n' roll time again and MASS have got plenty of what it takes to make you bleed in all the right places. A lady singer who sounds like she knows one end of a good night out from the other engaged in a loose duet with a man who sings like he was raised tethered in an attic. An evil marching beat unlawfully wedded to some filthy guitars, a "yeah yeah yeah" chorus and it's enough to make the dead sit up and nod.. exactly what you need.

 


© 2004-2008 Foreign Affairs This text is available only in Italian.