Rassegna
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Kathodik - Settembre 2009
Seconda prova per una delle band emergenti più chiacchierate in terra d’Albione, coccolati da Noel Gallagher che concede loro il suo studio per dilettarsi in alchimie sonore per il primo album, a cui fanno seguire come di rigore vari concerti in giro per il globo per consolidare e rodare l’affiatamento e il tocco sugli strumenti. In questo ‘Citywide Curfew’ l’iniziale The Kraken, brano lanciato in velocità non concede attimi di pausa né possibilità di premere il pedale del freno, il martellante Tom Thumb si mostra alle orecchie un punk funk d’annata che viene stappato con piacere e fa dimenticare il tempo che passa. Ulteriori brani come Control Sick che rimanda agli Interpol e Hold The Magic che ammicca piacevolmente ai Libertines rendono piacevole e divertente il senso dell’operazione. In chiusura la calibrata new wave di Let It Learn rimette in ordine il lavoro che si conclude con il pop chitarristico di Box of Dust.
http://www.kathodik.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=3800
Musica Popolare (blog) - aprile 2009
http://blog.libero.it/musica2/6922971.html
Indie Music (blog) - maggio 2009
http://indiemusic.blogosfere.it/2009/05/officer-kicks-in-citywide-curfew-il-lato-hard-pop-del-british-sound.html
Rockerilla - Maggio 2009
Jamie Scallion (voce), Jamie Fisher (chitarra), Keith Wickham(batteria) e Michael Skorjanec (basso) stanno avendo certo riscontro di consensi oltremanica. Dalla loro c'è sempre stato Noel "Oasis" Gallagher, che permise al quartetto originario di Londra di incidere il proprio debutto, titolato ‘The Six Grand Plot’, nel suo studio privato a Bucks. Onore concesso, in precedenza, ad altri pochissimi (vedi alla voce Kasabian, The Coral, Paul Weller..). "Officer Kicks" sostanzialmente conferma quanto di buono la band ha nelle sue corde: le accelerazioni psych'n'hard di "The Kraken", grintosamente melodiche secondo manuale del perfetto brit-popper, o gli scatti à la Who stemprati in passi vaudeville e accenni al Weller più grintoso in "Tom Thumb". Nei pezzi più melliflui perdono di carisma, ma il disco non ne viene compromesso. 7/10
Massimo Padalino
Extra Music Magazine - Giugno 2009 (link)
Se appartenete - e pare sia cospicua - a quella schiera di fan che hanno assistito all’esordio impeccabile su disco e su palco, o se ne siete ancora a digiuno, quale occasione migliore per darsi a queste nuovissime uscite firmate We Make Things?
Debutto tutt’altro che debole è il caso di dirlo e di fare i nomi, parliamo del quartetto londinese Officer Kicks band inglese che da un paio d’anni ha saputo collezionare apparizioni a festival tutt’altro che convenzionali, dal Bestival al palco della BBC passando per le presenze al Secret Garden Party o come headliner a Glastonbury e ci aggiungiamo anche Noel Gallagher e il suo studio nella campagna del sudest Inglese, porte che certo non si aprono a chiunque - questo è poco ma sicuro.
Seconda prova per Jamie Scallion (voce), Jamie Fisher (chitarra), Keith Wickham (batteria) e Michael Skorjanec (basso) e tredici tracce registrate ai Dean Street Studios (un tempo proprietà di David Bowie), Citywide Curfew porta i meriti di un british sound di una certa presa abilmente diretto e devoto alle storiche influenze del rock dai Led Zeppelin ai Doors, all’hard-pop dalle melodie più graffianti ed intense.
Il gioco è fatto, lo dicono i repertori d’intro di Mrs Anderson in attesa del solo in piano e voce di White Heat o le incombenze della title track, deflagrazioni che sembrano inevitabili, che si annidano e rimangono in testa come i seguiti di Control Sick e i movimenti percussivi di Let it Learn.
Ci sono poi le direzioni più intime di Hard, le gioiose altezze di Mind Limit o gli impenetrabili arpeggi di Box of Dust a perseguire anche qui gli obiettivi migliori.
In attesa degli effetti che siamo certi saranno dei migliori, i risultati?
Ottima sezione ritmica, sapiente la dinamica, energiche ed affascinanti le scelte vocali e impeccabili le continuità di stesura, ancora una volta gli Officer Kicks è il caso di dirlo sono protagonisti di un nuovo eccellente album.
Sara Bracco
Alias / Il Manifesto - 13 Giugno 2009
Una band che cade come il cacio sui maccheroni se consideriamo come parametro di desiderabilità il livello «medio» dei gusti musicali dell'ascoltatore «medio». Si suonano tutte d'un fiato queste 13 tracce ideate con l'orecchio teso verso una dose di scompostezza che non guasta per una fruizione «radio-friendly», cioè disimpegnata. Come tutti i prodotti (qui più che mai è d'uopo il riferimento al linguaggio mercantilistico) che giungono dall'Inghilterra e che pescano nel mare dei suoni pop-rock anche in questo caso è perfetto il congegno azionato per confezionare un disco pensato nella prospettiva del consumo che non lascia dubbi però riguardo a nessun tipo di approccio critico né nei suoni, né nelle strutture. I riferimenti guardano all'hard-rock con suggestioni epic-metal alla Ronnie James Dio degli anni Ottanta con abbondanti insufflate di Led Zeppelin, Oasis e White Stripes.
Simona Frasca
Radio
Controradio Popolare Network (Puglia) - da Aprile 2009
RLB Sotterranei Pop (Calabria) - da Aprile 2009
Radio Nova Calambour (Sardegna) - da Aprile 2009
Radio Galileo Generazione Y (Centro Italia) - da Aprile 2009
Radio Popolare Network (Veneto) - da Aprile 2009
Blu Radio Veneto (Veneto) - da Aprile 2009
Radio Città Aperta - Puzzle (Lazio) - da Maggio 2009
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