| The Boy Least Likely To
Grande è la gioia - e l'onore - in casa Foreign Affairs per essere riusciti a spuntare il nome che si impadronirà del Vostro 2006. Si fanno chiamare The Boy Least Likely To ma, nello specifico, sono Pete (strumenti) e Jof (voce), denominazione sotto la quale si celano dita fatate e vulcani di idee.
Un intreccio che vi farà innamorare senza indugio alcuno, grazie alle loro creme che lambiscono Ben&Jason, il soul e il suo alter ego stralunato (ovvero l'altro ragazzo, quello disegnato male). Freschi di un album d'esordio (The Best Party Ever, su Too Young To Die, etichetta di loro proprietà) semplicemente mozzafiato, oggi finalmente con visibilità anche italiana.
Tra zampillanti agganci pop, indiscutibili capacità melodiche e un live act che si sta rapidamente sgrezzando, The Boy Least Likely To ha(nno) già raccolto lodi e stime in abbondanza un po' ovunque, dai colleghi di palco ai ragazzi del negozio Rough Trade a Londra passando per gli addetti ai lavori, e chi siamo dunque noi per dissentire davanti ad un carnevale di nuovo soul così eccitante? Chiamatelo bubblepop da camerette, northern soul da scantinati, chiamatelo rimembrar scuola della vecchia Postcard, chiamateli Dexys Midnigh Runners in tenue vesti elettroniche. Appellateli come volete. Sappiate solo che questi ironici chansonnier caffelatte faranno breccia da subito.
E da oggi sapete anche a chi rivolgervi, voleste approfondire in anticipo il vostro 2006
perchè i ragazzi la spina nel fianco non l'hanno più.
I The Boy Least Likely To sono:
Jof Testi e Voce
Peter Musiche e Strumenti |
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Live (Italia)
N / D
Rassegna Stampa
Losing Today - Luglio 2005
The Best Party Ever
Ma il Brit-pop è davvero morto? Ma un (sotto)genere può davvero morire? O ci sarà sempre qualcuno che, in maniera sotterranea, porta avanti le idee nate in un determinato momento? Il gruppo dal nome assurdo che prendiamo in esame è qui ad affermare proprio questo. Dalle ballate velate di folk dei Belle & Sebastian all'attitudine dei Blur di Parklife qua c'è un buon sunto del suono Brit dell'ultimo decennio. Basta aggiungerci un banjo è il gioco è fatto. Sprizzano allegria fin dalle prime note (in fondo la loro è una infinita festa): Be Gentle With Me è una chiara dichiarazione d'intenti, bisogna essere gentili e si viene ripagati con la gentilezza, e durante il tragitto si incontrano soffici pellicce e simpatici mostri, si possono avere colorati incubi vedendo ragni con gli occhi chiusi, tenendo sempre ben presente che è un disco fatto innanzitutto di piccole cose che costruiscono un immaginario mondo di fiaba. Bravi, bene, bis.
Mehmet R. Frugis
Musicboom - Giugno 2005
The Best Party Ever
http://www.musicboom.it/mostra_recensioni.php?Unico=20050620183727
Ci avete mai fatto caso? Quando si parla di pop, alcuni si dice i più esigenti storcono il naso, mostrandoti la tipica faccia di quello che certe espressioni musicali non le ascolta manco a pagarlo. Sarà perché alla magica parolina di tre lettere associano gruppi come i Take That o i Blue , o semplicemente perché la identificano con i più beceri movimenti populisti.
Voglio vedervi poi a spiegare ai suddetti che la realtà dei fatti è ben diversa, che a Londra ad esempio ci sono due ragazzi ( Jof e Peter ) che col pop se la cavano piuttosto egregiamente. Addirittura, lassù si vocifera che saranno la next big thing : ed a dirlo sono soprattutto i ragazzi del negozio della Rough Trade, ma anche colleghi e personaggi del ramo.
Le solite sviolinate della stampa specializzata, direte voi. E invece no, nel modo più assoluto. The Best Party Ever oltre ad un artwork divino ha gli attributi giusti per essere considerato uno di quei debutti memorabili, quelli che Mojo tratta con i guanti e che mette in copertina in occasione di una ristampa, con tanto di specialone di nove pagine all'interno.
Questo nonostante sia un prodotto pop, nell'accezione più ampia possibile.
Dimenticatevi le sfuriate rock, il disagio del punk o l'avanguardia del progressive. Qui stiamo parlando di dodici canzonette fra il serio e il faceto. Delicate, soffici, giocose. E maledettamente pop.
Dite addio al revival post punk/new wave: qui si descrive il lato tragicomico della vita attraverso arrangiamenti leggeri e orecchiabili. Il coinvolgimento del pubblico è garantito dalla particolare scelta di strumenti (dal banjo al glockenspiel) nonché da una serie di pezzi da novanta che abbelliscono un disco già di per sé vincente.
Se proprio devo sceglierne uno, allora dico Be Gentle With Me , che sfiora il capolavoro. Ritmo incalzante, ritornello particolarmente catchy e atmosfera d'altri tempi. Più in generale, i The Boy Least Likely To che devono il loro nome ad una frase che si ritrova spesso negli annuari scolastici americani si dilettano in un genere variopinto e surreale, dove realtà, sogni e tristezze confluiscono in un tuttuno disegnando traiettorie e musiche del tutto inaspettate.
Inutile quindi citare i nomi che più di tutti hanno influito sulle dinamiche compositive della band, sarebbe un gioco alquanto improduttivo: " Trovo difficile identificare una singola band o un singolo cantante capaci di influenzare il sound dei nostri dischi. Credo sia semplicemente una combinazione di tutto quello che abbiamo ascoltato , ha detto Peter in una recente intervista. E come non dargli ragione? La loro è musica divertente, ispirata, capace, che deve la propria forza non solo a gente come Ben & Jason , ma anche e soprattutto al fatto di aver immagazzinato e digerito a modo loro un discorso (o più propriamente un filone) che si fa largo fra le pieghe della storia, fra cadute e rigenerazioni. Sto parlando della musica pop, di quella dei Beatles e dei Beach Boys , di Glen Campbell e dei Moldy Peaches .
E, ovviamente, di quella dei The Boy Least Likely To .
Marcello Pelizzari.
Radio
Radio Base Popolare Network (Veneto) - Franky's Motel - Maggio 2005
Life Gate Radio (Italia) - The Bridge - Giugno 2005
Interviste Loog Magazine (09.06.2005)
http://www.loog.splinder.com/post/4988290
Rassegna Stampa Estera (estratti)
- 2004
N / D
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