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The Hotels
Formati a Londra nel 2002, The Hotels sono Tim Buckland (chitarre), Shaun Cairns (basso), James Machin (chitarre), Warren Peddie (batteria) e Louis Warner (voce).
Il loro suono è stato descritto dalla rivista TNT come “una potente miscela di malinconia e minaccia guidata da chitarre discordanti”.
Prendono ispirazione da band come The Pixies, Interpol, My Bloody Valentine e Lift to Experience.
The Hotels hanno recentemente realizzato la colonna sonora di un cortometraggio horror “Kensington Gore” (Dolly Films, 2003).
Theory EP è il debutto ufficiale della band che segue il demo “Ocean Floor” diffuso tra gli addetti ai lavori nella primavera del 2004.
(aggiornamento 18 Giugno 2004)

Provenienza
Londra, UK
Genere
Guitar Indie Rock
Influenze
Interpol, The Pixies, My Bloody Valentine, Elefant, Echo & The Bunnymen, The Smiths, Ride
Website
www.thehotelsmusic.com
 
Foto
 
  Band Louis Warner
Copertine
N/D
Audio
N/D
Cartelle Stampa
Theory EP (2004)
Ocean Floor Demo (2004)
     
 
Discografia
Data Titolo Formato Etichetta Distribuzione
Giugno 2004 Theory EP CD Sentient Records (UK) N/D
Maggio 2004 Ocean Floor (Demo) CD promo Self Released N/D

 

 

Rassegna Stampa

Losing Today - Febbraio 2005
The Hotels - Ocean Floor (Demo)
Un pallido sole autunnale acceca la foto in controluce sulla copertina, un seppiato primo piano di una ragazza dall'espressione lontana e triste: immagine appropriata alle canzoni contenute in questo ep di debutto per i londinesi Hotels. Il quintetto si presenta come una versione britannica di Interpol, ma più diretti e immediati di questi nell'andare al cuore problema: suonare musica satura di malinconia senza perdere in ritmo, secondo la lezione che fu di Sound e Kitchens Of Distinction. La soluzione è nella formula (nota, ma non per questo scontata o semplice) di un suono di chitarre saturo, basso in primo piano e una voce al tempo stesso vibrante e distaccata, che qui a volte ricorda quella dei Gene. Il risultato c'è, con momenti impetuosi, come negli avvolgenti refrain o nel crescendo di chitarre davvero irresistibile della conclusiva Ocean Floor.
Enzo Baruffaldi

 

Movimenta - Ottobre 2004
The Hotels - Ocean Floor (Demo)
http://www.movimenta.com/recensioni/cd/hotelstheory.html
Ep di debutto "ufficiale" per la band inglese, che già ha però alle spalle un singolo e la colonna sonora di un film horror (!!). Tre tracce continuano ad essere ancora un po' pochine per un giudizio globale; ma quello parziale è comunque molto buono, tra richiami agli ultimi Manic Street Preachers, agli Chameleons e a tutta la post-wave più gentile.
Notevoli i sette minuti finali di Ocean Floor; quadretto brit evoluto che ne conferma le doti di scrittura e la padronanza degli strumenti.Un bell'antipasto, ma li attendiamo sulla lunga distanza.
Paolo Berti

Indiepop.it - Giugno 2004
The Hotels - Ocean Floor (Demo)
http://www.indiepop.it/articoli/singles0604.htm#hotels
Londinesi di belle speranze, gli Hotels si avvicinano ad Interpol e Stills con un suono decisamente più malinconico e saturo di chitarre. I loro pezzi in crescendo culminano in un chitarrismo esasperato e discordante, che non riesce a dissipare la malinconia che li avvolge. Ian McCulloch fa capolino da "Ocean Floor", il più sopito dei tre pezzi proposti su questo CDR (antipasto ad un proper EP in programma per giugno), pop-song newwavizzata e occupata in ogni ordine di spazio da chitarre e batteria, pur rimanendo in spirito piacevolmente grigia come un giorno di pioggia. Più tirate la piacevole "Down Here" che vibra e si accende con buona efficacia e "For David" che sceglie una maggior attenzione al ritmo, entrambe caratterizzate da quel graduale addensarsi di nubi a minacciare tempesta e da un progressivo aumento d'intensità. Un suono stratificato e avvolgente, non privo di effetti speciali ma solido quanto basta per non essere un fuoco di paglia. Agli Hotels manca solo la canzone killer, ma per quella c'è ancora un po' di tempo: sapremo aspettare.
Salvatore Patti

Sentire e Ascoltare - Giugno 2004
The Hotels - Ocean Floor (Demo)
http://www.sentireascoltare.com/CriticaMusicale/Recensioni/2004/Liv3_Rock/Album/Hotels%96OceanFloor.htm
La formazione è insolita: tre ragazzi sudafricani e due inglesi che si ispirano a Echo and the bunnymen, Sound, Coldplay e Interpol per sfornare un indie rock dalle reminiscenze wave. In seguito agli ottimi Tv On The Radio, ecco un altro gruppo rompere gli steccati del rock e cimentarsi con successo in questo genere, si chiamano The Hotels e sono attivi a Londra dal 2002, alle spalle una colonna sonora (il corto horror “Kensington Gore”, distribuito da Dolly films) e ora il debutto discografico. Ocean floor, così s’intitola il singolo d’esordio, sfodera tre tracce ad alto tasso emotivo in rapida successione e pare che i numeri per soddisfare gli amanti del genere ci siano tutti, a partire dalla title-track, ricca di suggestioni sussurrate e deflagrazioni soniche, un retrogusto di spleen adolescenziale anni ’80 targato Smiths e vortici shoegaze à la Ride; allo stesso modo di quel piccolo gioiello di psichedelia urlante che è Down here, apertura dissonante in stile Sonic Youth (Goo), effetti (dis)armonici e un cantato alla Peter Murphy sul finale; e infine di For David, arpeggio di chitarra ambient à la The Edge, alternarsi tra ritmiche tribali e riff quasi hard, e una cantilena sciamanica memore dello Stipe prima maniera. Forti di una voce duttile che non si presta a nessuna evidente emulazione nonché, a livello strumentale, di una capacità espressiva sufficientemente matura, i ragazzi fanno ben sperare per l’album di debutto (previsto per il mese di giugno). Nell’attesa godiamoci questo pavimento oceanico.
Antonio Puglia e Edoardo Bridda

Kathodik - Maggio 2004
The Hotels - Ocean Floor (Demo)
http://www.kathodik.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1118
THE HOTELS - 'The Hotels Ep' mCd (autoproduzione) Molta, moltissima new wave d'antan nei solchi di questi Hotels, banda che ha necessitato di vari et variegati passaggi nel mio lettore prima di aprirsi completamente, dacchè i tentativi iniziali mi lasciavano alquanto perplesso. Tre tracce dove le rifrangenze della Liverpool dei primi ottanta (circa Bunnymen) andavano a stemperarsi nei fluidi di gruppi quali Geneva, unendo l'intemperanza delle chitarre a delicati equilibri intimisti. Ottime a questo proposito le torride e convulse cavalcate di Down Here (i migliori Sound proprio dietro l'angolo), le vibranti emozioni di Ocean Floor (un pizzico di Gene) e il rimembrare Sad Lovers & Giants/Opposition in For David (ascoltare le chitarre e l'avvilupparsi del basso nel maelstrom sonoro). Che sia davvero pronta la rinascita della wave intimista del 1982? Disco sopraffino e primo parto dell'italianissima Foreign Affairs, agenzia dal superbo rooster in perpetuo movimento che, lo scommettiamo, farà presto parlare di sè.
Michele Benetello

Movimenta - Maggio 2004
The Hotels - Ocean Floor (Demo)
http://www.movimenta.com/recensioni/cd/hotels.html
Sono solo tre canzoni su un cd, 2 delle quali accompagnano il singolo d'esordio "Ocean floor", ma di sicuro questo prodotto partorito dai londinesi Hotels, promossi in Italia da Foreign Affairs, promette davvero bene.
Tre pezzi che non danno assolutamente problemi e rimangono in testa come il più facile degli esercizi. Hanno studiato bene alla scuola di Pixies e Jesus and Mary Chains, chitarre dirette ed affilate, e voce pulita, come suggerisce Morissey, a sancire melodie puntuali e senza sbavature. Oggi potrebbero benissimo salire sul palco ai concerti di gruppi come Idlewild e My Vitriol, e sostituirsi a loro che nessuno se ne accorgerebbe. La provenienza è quella. Ti si attorcigliano addosso con grande naturalezza, e ottimi ritornelli che piombano piacevolmente dal nulla. "Buona la prima" come si dice nel mondo del cinema; ma li aspettiamo alla prova del fuoco quando registreranno a Giugno il primo Ep. E li si vedrà davvero. Nel frattempo non hanno perso tempo ed hanno inciso la colonna sonora di un cortometraggio horror intitolato "Kensington Gore" (Dolly Films, 2003). Attendiamo con ansia.
Giuseppe Ponti

 

Radio

Radio Lupo Solitario (Lombardia) - Good Morning Captain- Ottobre 2004

 


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