| Wrath
Records
Una nuova etichetta dall'eccelso rooster si affaccia all'orizzonte indie;
sono le brughiere di Leeds, città che tanto contribuì all'esplosione
del nuevo rock inglese (vi dice nulla Gang Of Four?) a dare i natali alla
Wrath, piccola ma agguerrita realtà che - nata come semplice organizzatrice
di concerti - in breve si è ritagliata uno spazio non indifferente
in quel d'Albione. Anche se per ora il sussulto è solo tra gli
addetti ai lavori, codesto è sassolino
destinato a divenire travolgente valanga in virtù anche di questo
primo sampler che va a tirare le fila di un intenso ed abbondante anno
di lavoro.
Da Galitza a Scaramanga Six passando per Stuffy & The Fuses e Being
747 è un nerboruto rock a farla da padrone, con superbe iniezioni
indie, nella migliore tradizione indipendente inglese, ovvero quella che
mescola a ritroso T-Rex agli ultimi Blur in una spirale dal DNA sopraffino.
Perizia tecnica non indifferente, buone capacità armoniche, arrangiamenti
smaliziati, muscoli e - last but not least - grandi canzoni vi trascineranno
su questi lidi. Wrath, cose buone dal mondo.
BEING 747
Solo due anni di vita per la formazione capitanata dall'eccentrico Dave
Cooke, ma già titolare di un buon debutto sulla lunga distanza
ovvero quel “Fun & Games” che si era fatto notare in virtù
di un compatto songrwriting soltanto qualche mese fa. Qui compaiono con
tre brani ove “The Girl Who Fell Asleep Whilst Watching Her Life
Flash Before Her Eyes” si fa notare eccome! E non solo per il chilometrico
titolo.
STUFFY/THE FUSES
Stanchi del solito pop atarassico che si sente in giro (anche tra i più
blasonati lord della indie?) provate a cimentarvi con questa band come
ha fatto parecchie volte John Peel durante il suo storico programma, restandone
ammaliato. Immaginate gli XTC a spasso con Steve Albini? O i Pixies a
far bisboccia con dei surrealisti Fall? Chitarre tossiche e melodia: menù
ghiotto.
THE SCARAMANGA SIX
Forse i più famosi del lotto in virtù di una discografia
nutrita e di parecchi passaggi sulla stampa specializzata d'oltremanica.
Quivi si distilla del rock indipendente che vira in metalli seppiati,
nel sempiterno equilibrio di fondere Nirvana e il Bowie d'epoca. Ci riescono
eccome gli Scaramanga Six, e lo potete evincere dalle telluriche “The
Poison Pen” e “Pincers.” Kerrang (per una volta) aveva
ragione.
GALITZA
Maestri dell'equilibrismo sonoro questi Galitza, eccentrici e smaliziati
felini invaghitisi dell'art rock come potevano esserlo degli adolescenti
Wire dagli obliqui soprabiti pop. “Mini Bar” e “Stargazers
Know This Stuff” procedono in un sentiero di crema croccante anche
se non sempre morbida. Scrive di loro la più importante rivista
di Leeds: “Words are never enough when the music is this good”.
Sottoscriviamo in pieno.
LES FLAMES!
Diremmo gli Hives transalpini se non suonasse banale e pure un tantino
scontato; dacchè dei nordici Les Flames! tengono poco o nulla,
soprattutto in fase di produzione. Epperò aggiungeremmo una spruzzata
di Flamin' Groovies e di quel sanguigno rock and roll - quello dai tre
accordi tre sempre uguali ma sempre diversi - che sgorga copioso dalle
loro ferite, azzannando volta dopo volta la vostra anima da party sfrenati.
Garage rock allo stato brado, come i tre brani del sampler confermano.
FARMING INCIDENT
Citano tra le loro influenze i dimenticatissimi Scarfo e già questo
basta e avanza per renderceli simpatici; se a ciò aggiungete un
deciso disprezzo verso i mid tempos e una voglia di velocità sonora
che si fa addirittura bulimica in qualche passo avrete il quadro completo
di questi Farming Incident; giovanissimo quintetto multistrumentista dall'irruenza
contagiosa. Ultimi nati in casa Wrath avranno tempo e modo per farsi conoscere
dalle vostre orecchie.
Possiedono un maiale di nome Derek, ma questa è un'altra storia.
(aggiornamento 9 Settembre 2004)
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Rassegna
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XTM - Gennaio 2006
http://www.xtm.it/DettaglioMonografie.aspx?ID=3441
[...]Leeds ritorna ad essere uno dei centri cardine della nuova ondata sonora. Lo fa anche grazie alla giovane Wrath Records che nel rooster ci presenta i BEING 747. Trio capitanato dallo stravagante Dave Cooke (ex dei locali Landspeed Loungers) insieme a Steve e Paul Morricone. Nel 2004 arriva il debutto "Fun & Games" e agli inizi dello scorso anno ecco l'Ep "The Girl Who Fell Asleep Whilst Watching Her Life Flash Before Her Eyes". Mentre il nuovo album è previsto intorno al prossimo mese di marzo argomentiamo riguardo la band come un bell'ibrido di sensazioni elettro pop: una sorta di Pet Shop Boys che incontrano le melodie wave che van per la maggiore attualmente. [...]
Emanuele Tamagnini
Kathodik - Aprile 2005
Wrath Label Sampler
http://www.kathodik.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=1658
La Wrath offre un assaggio del suo catalogo rockettaro, tre occasioni a ciascuna band per fare sentire tastiere e chitarre distorte. L'etichetta di Leeds, di recente nascita, nasce vuole aggregare band del genere che quei luoghi partoriscono a miriadi al giorno, con il nobile scopo di presentare ad un piu' modesto mondo la realta' locale che i riflettori mediatici non raggiungono, ma i quali rappresentanti che hanno almeno un bastone da mettere fra le ruote dei Libertines. I Being 747 aprono il grande sampler con quello che sembra essere un allegro collage di stacchetti gotici, coretti britpop, che potrebbe comunque conquistare una dignita' se non fosse per una voce che tenta di essere ferryana in un modo decisamente poco naturale. Il collettivo riesce decisamente a mantenere la propria linea e il sound delle band riesce, non troppo spiacevolmente, a confondersi. Gli Stuffy/The Fuses proseguono vantando di un cantante a sua volta distintivo, le cui stonature stridule fanno a pugni, non tanto con il pentagramma, ma con schitarrate epiche e la batteria prepotente in "Where's the Captain". Si riprendono immediatamente pero' con "Veruca Salt", che avrebbe tutto al posto giusto per sfondare, e la strada aperta da altri piu' fortunati e celebri coetanei. Il testimone di chitarre e batteria ormai consumata passa agli Scaramanga Six che continuano a cimentarsi in urli ed effetti chiassosi, facendo muovere la testa e le gambe ad un pubblico immaginario un po' mod-nostalgico con le braccia verso il soffitto. I Galitza lasciano pacatamente che la polvere sollevata si riassesti, occupando la parte piu' atipicamente romantica e pop dell'intera raccolta, con melodie delicate e duetti provvisti di parte femminile. Il palco e' poi ripreso prepotentemente dai Les Flames! che purtroppo sprecano una cospicua parte del loro raro entusiasmo per mettere gli eclatanti vestiti degli Hives fin dall'inizio della loro prima traccia e non levarseli piu'. Il finale e' degnamente concesso ai giovani Farming Incident che sanno con la miglior raffinatezza la stravolta strumentazione dei colleghi, riuscendo anche a cambiare per un attimo il ritmo martellante di cassa che che l'intero sampler ci ha lasciato nelle orecchie assieme alle gole arrossate.
Ambra Galassi
XTM - Gennaio 2005
Wrath Label Sampler
http://www.xtm.it/new/dettaglio_articolo.asp?Chiave=3565
Buone
notizie da Leeds. C'è una piccola etichetta,
la Wrath Records, nata come agenzia concerti, che ha deciso di fare il
salto e passare a produrre i gruppi. E della sua scuderia ci mostra sei
cavalli, ognuno dei quali si produce in tre corse / canzoni, per un totale
di diciotto pezzi. Partono per primi i Being 747, guidati da Dave Cooke:
tre buoni brani, irrobustiti da una voce corposa, che mostrano una decisa
influenza dei Coral dei primi tempi in “The girl who fell asleep whilst
watching her life flash before her eyes”, per poi adagiarsi sull'usato
contrasto lento / veloce in “Use your friends”. Dopo di essi, è la
volta degli Stuffy/The Fuses, più volte trasmessi dal buon John
Peel, che forse di lassù li guarda ancora con occhio amorevole.
Melodie azzeccate, chitarre rumorose, brani grezzi e diretti. Caro vecchio
rock'n'roll. Numero tre: Scaramanga Six. Gli equilibristi del lotto,
senza dubbio, visto come si bilanciano tra metal, punk e pop, sia indie
(“Pincers”) che mainstream (“We rode the storm”). Al quarto turno succede
qualcosa di notevole: c'è “You must be the devil” dei Galitza.
Che mostrano di saper fare quello che negli anni 70 e 80 si chiamava
art rock, estraendo della tavolozza pennellate ora lievi nelle strofe,
ora stravaganti nel ritornello, impreziosendo il tutto con un bell'assolo.
Con “Mini bar”, i Galitza pagano invece il loro debito ai Blur. Quinta
corsa : Les Flames! Come dire, dopo un cavallo di razza, un ronzino,
visto il punk hard rock abbastanza dozzinale che ci propongono. Ultimo
giro: tocca ai Farming Incident, dal sound trascinante e deciso che ricorda
degli Strokes con alla voce Shane MacGowan dei Pogues. Interessante dischetto,
che illumina uno sprazzo del sottobosco indie inglese. Dai che alla fine è sempre
meglio che la compilation dell'ennesima Hit Mania Dance. Tirare fuori
gli euretti.
Renzo Stefanel
Mescalina - Novembre 2004
Wrath Label Sampler
http://www.mescalina.it/musica/recensioni/recensioni-musica.php?id=858
Il vero protagonista di questa compilation è l’etichetta
che l’ha registrata e distribuita, la Wrath Records: nata a Leeds
come piccola casa organizzatrice di concerti, si è espansa sino
ad assumere le sembianze di una vera e propria label indipendente, forte
di una corposa scuderia di gruppi indie rock esordienti. Questo “Big
Sampler” è un vassoio di assaggi: sei bands e tre canzoni
rappresentative ognuno dei gruppi di punta della Wrath, per un totale
di diciotto pezzi che possono essere letti come un ampio ventaglio delle
diverse facce dell’indie inglese in questi ultimissimi tempi. La
carne al fuoco è molta. Si comincia con i Being 747, band capitanata
dall’eccentrico Dave Cooke con due anni di attività ed un
disco d’esordio alle spalle: offrono tre pezzi apprezzabili, soprattutto
con la voce corposa e i particolari orpelli sonori di “The girl
who fell asleep whilst watching her life flash bifore her eyes”,
un pezzo dal titolo chilometrico che ci riporta ad alcune geniali intuizioni
dei Coral dell’esordio, e con la più dolce “Use your
friends” che alterna strofe lente e ritornelli in crescendo. Il
secondo gruppo, gli Stuffy/The Fuses, noti per essere stati più
volte proposti dal compianto John Peel, colpiscono per il gran gioco di
chitarre tossiche e di melodie ben impostate, ma soprattutto per la voce
del cantante, strozzata al punto di spegnersi eppure capace di un pezzo
come la grezza e diretta “Where’s the captain?”, che
ha tutte le carte in regola per diventare un caposaldo dell’indie
rock. Terzo cavallo della scuderia sono gli Scaramanga Six, un gruppo
particolare con una nutrita discografia alle spalle ed un buon numero
di pagine a loro dedicate sulla stampa specializzata d’oltremanica:
tre pezzi che testimoniano un interessante sincretismo sonoro, che strizza
l’occhio al metal (“Poison pen”) piuttosto che al punk
e al pop (nella buonissima “Pincers”), senza tralasciare una
vena più commerciale nell’orecchiabile “We rode the
storm”. La decima canzone della compilation è poi davvero
notevole, con un grande intro di chitarre seguita da strofe delicate,
ritornelli eccentrici ed un pregevole assolo: sono i Galitza, band invaghita
dell’art rock della quale la maggiore rivista di Leeds ha scritto
che “le parole non sono mai abbastanza quando la musica è
così buona”; oltre a “You must be the devil”
bisogna segnalare anche “Mini bar”, una canzone vicina ai
Blur degli esordi che comprende un ottimo duetto vocale maschile e femminile:
i Galitza promettono davvero grandi cose, bisogna tenerli d’occhio…
I Les Flames! Suonano invece un hard rock vicino al punk senza però
impressionare: canzoni a tratti snervanti e ripetitive (“Une deux
trois quatre”) che si riqualificano minimamente nella finale “Commitment
to excellence”, lontana comunque dalle buone cose sino qui proposte
dalla compilation. Il finale è lasciato ai più giovani,
i Farming Incident, un quintetto multistrumentale che ci regala un sound
trascinante e deciso, soprattutto con “The flute of shame”
e “Mars tranquillium”.
In conclusione abbiamo una nuova etichetta, la Wrath, in ascesa verso
il successo, con una mentalità vincente e una scuderia formata
da sei gruppi dei quali cinque di indubbia qualità, che potrebbero
andare ad infoltire presto la rosa dei gruppi new rock: Libertines e
Strokes sono avvertiti.
Luca Meneghel
The Vibes - Novembre 2004
Intervista
http://www.thevibes.net/interviews/747.html
Vito Camarretta
Music Club - Ottobre 2004
Wrath Label Sampler
http://www.musicclub.it/nuovo/rubrica.asp?idrub=304&idarticolo=31286
La Wrath Records è una piccola ma agguerrita etichetta indipendente
cha affonda le proprie radici nella Leeds che diede i natali a quei geniacci
dispotici e irriverenti dei Gang Of Four. Nella dura lotta per la sopravvivenza
in un mercato sovraffollato ed estremamente concorrenziale come quello
inglese, la Wrath (nata inizialmente come semplice agenzia concerti) schiera
un manipolo di nuove bands pronte a dare battaglia. E quale miglior occasione
che promuoverle tutte quante insieme in un unico CD destinato agli addetti
ai lavori ma non solo?
E così ecco, uno a fianco all’altro, i cavalli di razza della
scuderia Wrath: sei bands, tre pezzi a testa per un totale – il
conto è presto fatto – di diciotto tracce. Aprono i lanciatissimi
Being 747 con “The Girl Who Fell Asleep Whilst Watching Her Life
Flash Before Her Eyes”, corposo indie-rock non troppo lontano da
certi Franz Ferdinand; e a giudicare dalla voce profonda e melodrammatica,
deve essere proprio un bel tipetto quel Dave Cooke che guida la band attraverso
il reggae bianco infettato di punk di “Swingball” e il power-pop
dell’ironica “Use Your Friends”.
Con “Where’s The Captain?” è tempo di passare
a Stuffy & The Fuses, gruppo amato da John Peel ed è facile
capirne la ragione: irruenza punk, chitarre che spesso riportano dalle
parti dei Pixies, sound abrasivo ma melodico. “Veruca Salt”
è un bel britpop dadaista, fra XTC e Menswe@r, laddove invece la
surrealistica “I Can See Yr Machine” omaggia i mancuniani
Fall e il genio del loro leader Mark E. Smith.
Si giunge così ai The Scaramanga Six, forse il gruppo più
conosciuto del rooster targato Wrath anche in virtù di numerosi
passaggi sulla stampa specializzata (Kerrang! soprattutto): le sonorità
si fanno più dure, le chitarre metalliche, il cuore e le orecchie
si rivolgono oltreoceano e la band guarda chiaramente anche al grunge
dei Nirvana (“The Poison Pen”), prima di riesumare il fantasma
del Bowie dei primissimi ’70 (in apertura della cruda e violenta
“Pincers”) per poi chiudere con l’hard rock di “We
Rode The Storm”. Bravi sì, ma – va detto – un
po’ dozzinali.
Va molto meglio con i deliziosi Galitza, sin dalle primissime note di
“You Must Be The Devil”: equilibrismi sonori fra shoegazer,
post-rock e granitico wall of sound di chitarre, carezzevoli voci in falsetto,
irresistibili intarsi armonici. L’art-rock di “Mini Bar”
(i Wire a passeggio nella Swindon degli XTC) conferma che si tratta di
una band con tutte le carte in regola per far bene, così come pure
la corrosiva “Stargazers Know This Stuff”.
E’ quindi tempo di attraversare la Manica per approdare in Francia,
al cospetto del punk’n’roll dei Les Flames!: accordi vomitati
con urgenza secondo i dettami dal garage-rock più sanguigno, in
parte innegabilmente ispirato all’opera degli Hives ma in parte
anche colorito di certe sfumature Flamin’ Groovies (ascoltare “Commitment
To Excellence” per credere).
Chiudono il cerchio i frenetici Farming Incident, ultimi approdati in
casa Wrath ma già decisi a recuperare il tempo perduto: polistrumentisti
interscambiabili (suonano tutti e cinque almeno tre strumenti), decisamente
allergici ai mid tempos e fautori di un melting pot sonoro risultante
dalla combinazione di tre diverse forme di rock (space-rock, post-rock
e punk-rock), assestano un colpo da maestro con l’esemplare “Phobos”
e continuano a pigiare forte sull’acceleratore con le dissonanze
di matrice Sonic Youth di “The Flute Of Shame” e l’adrenalinica
“Mars Tranquillum” (quasi un reprise in chiave Cure del primo
brano).
Un bell’ascoltare, non c’è che dire: complimenti alla
Wrath e buon lavoro. Di cose buone così ce n’è un
gran bisogno.
Daniele De Liberato
Radio
Radio Capodistria (Friuli Venezia Giulia)
- In Orbita - Ottobre 2004
Radio Digitale Torino (Internet) - Feedback - Ottobre
2004
Radio Rock FM (Italia) - Eclettica - Ottobre 2004
Radio Popolare (Lombardia) - The Box - Settembre, Ottobre
2004
Radio Città Aperta (Lazio) - Pogopop - Settembre
2004 (Being 747)
Radio Città Del Capo (Emilia Romagna) - Thermos
- Settembre 2004 (Being 747)
Radio Lupo Solitario (Lombardia) - Good Morning Captain
- Galitza -
You Must Be The Devil, Gennaio 2005
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